Senatore Raffaele Fantetti

Un lavoratore italiano all'estero... uno di voi!

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2010-03-03 17:20:00

Italiani all'estero, Fantetti è senatore

La verifica del possesso dei requisiti per assumere l'incarico di parlamentare avverrà in seguito, al termine dell'esame della Giunta per le elezioni del Senato

ItaliachiamaItalia

 
Raffaele Fantetti è proclamato senatore. Lo ha comunicato nell'aula di Palazzo Madama il presidente di turno dell'assemblea, Vannino Chiti.
La verifica del possesso dei requisiti per assumere l'incarico di parlamentare avverrà in seguito, al termine dell'esame della Giunta per le elezioni del Senato.
Da oggi ci sono 20 giorni di tempo per eventuali reclami.

Italiani all'estero, Ecco chi è Raffaele Fantetti

Italiani all'estero, Raffaele Fantetti a ItaliachiamaItalia: "Mokbel? Mai conosciuto". E sulla sua residenza all'estero: "Situazione particolare, ma sono in regola"

 

Il neosenatore, che ha preso il posto a Palazzo Madama di Nicola Di Girolamo, è al centro di una bufera mediatica, a causa di alcune frasi pronunciate in carcere da Gennaro Mokbel, durante un colloquio con l'On. Francesco Barbato, dell'Italia dei Valori. "Non ho mai visto e conosciuto nè lui nè l’on. Barbato", replica Fantetti. E sui dubbi che girano riguardo la sua residenza all'estero: "Sì, la mia è una situazione un po' particolare, ma perfettamente compatibile con la normative AIRE". LA NOSTRA INTERVISTA ESCLUSIVA A RAFFAELE FANTETTI

ItaliachiamaItalia

 
Raffaele Fantetti è il senatore che ha preso il posto di Nicola Di Girolamo, l'ormai ex parlamentare accusato di avere conquistato il suo seggio a Palazzo Madama, grazie ai voti della 'ndrangheta.

Italiani all'estero, Fantetti è senatore

Avvocato, quarantaquattro anni, sposato, padre di due bambine, formazione scolastica dai gesuiti, poi una laurea con lode in Giurisprudenza su "l'Emittenza Radiotelevisiva e Concorrenza", per Fantetti si è avverato un sogno. Ma ora il neosenatore è al centro di una bufera mediatica, a causa di alcune frasi pronunciate in carcere da Gennaro Mokbel, durante un colloquio con l'On. Francesco Barbato, dell'Italia dei Valori. "Sono stato in carcere - ha detto Barbato - ho visto e parlato con Gennaro Mokbel, in presenza di testimoni: mi ha detto che Raffaele Fantetti, quello che prenderà il posto di Di Girolamo, è ancora peggio di lui". Il deputato dipietrista afferma che "per Mokbel dietro Fantetti ci sono strani giri... massonici".

Fantetti non vuole commentare queste frasi, per adesso. Solo poche parole: Mokbel? "Non ho mai visto e conosciuto nè lui nè l’on. Barbato". E sulla residenza all'estero, che secondo qualcuno non sarebbe così certa, ammette: "Sì, la mia situazione e’ un po’ peculiare, ma perfettamente compatibile con la normative AIRE, nonche’ con i criteri di residenza anagrafica italiana ed inglese".

Qui di seguito, l'intervista esclusiva che Raffaele Fantetti ha rilasciato a Ricky Filosa, direttore di 
Italiachiamaitalia.com.

Avv. Fantetti, a quanto pare da oggi dovremo chiamarla senatore... Come ci si sente?

"Onorati".
 
Lei prende il posto in Senato di Nicola Di Girolamo, caso di cui si è discusso moltissimo in questi giorni a livello nazionale: non teme che sia un "seggio" sfortunato?

"Certo non e' in  questo modo che avrei voluto accedere alla Camera Alta".

E' stato proprio lei, senatore, ad aprire il caso Di Girolamo, nel 2008, quando presentò ricorso come primo dei non eletti. La sua è stata una battaglia portata avanti con forza; un campanello d'allarme che però allora non era stato ascoltato. Come se lo spiega?

"Vorrei che fosse chiaro che non sono stato io 'ad aprire il caso Di Girolamo', almeno nel senso penale del termine. Come risulta dagli atti pubblicati - spiega Fantetti a Italiachiamaitalia.com -, la Procura della Repubblica di Roma indagava da molto tempo prima. Io ho solo presentato nel giugno 2008 - come avrebbe fatto qualunque 'primo dei non eletti' -  un ricorso tecnico-amministrativo (presente sul mio sito) alla Giunta delle Elezioni del Senato relativo alla mancata titolarità del diritto di elettorato attivo e passivo in capo al Di Girolamo nella circoscrizione estero, che avevamo potuto riscontrare sulla base di precisa documentazione di fonte ufficiale belga".
 
Cos'è cambiato oggi, rispetto a ieri?

Sono intervenute ulteriori e piu’ gravi contestazioni su fatti di rilievo penale.

Lei oggi è senatore, ma dalla stampa emergono dubbi anche sulla sua residenza all'estero. Qual è la verità?

La verita’ - che confido di chiarire al piu’ presto alla competente Giunta - e’ che la mia situazione e’ sì un po’ peculiare, ma perfettamente compatibile con la normative AIRE, nonche’ con i criteri di residenza anagrafica italiana ed inglese.  

Cosa pensa, come uomo e come cittadino italiano residente all'estero, del caso Di Girolamo?

"Umanamente sono molto dispiaciuto per le famiglie coinvolte. Da un punto di vista generale trovo che il caso, in ultima analisi, abbia ben poco a che vedere con gli Italiani all’estero. Gli Italiani emigrati, sia quelli partiti da tempo che quelli della Nuova Emigrazione Professionale (decine dei quali stanno partendo mentre noi parliamo), in molti casi sono 'costretti' a lasciare il nostro amato Paese".

Una domanda un po' antipatica: il suo nome è stato fatto da Gennaro Mokbel (arrestato per riciclaggio nell'ambito dell'inchiesta che coinvolge anche Di Girolamo), secondo il quale "Fantetti è peggio" del parlamentare dimissionario. Se la sente di replicare?

No.

Ma perchè mai Mokbel avrebbe fatto il suo nome, secondo lei?

"Non lo so. Non ho mai visto e conosciuto nè lui nè l’on. Barbato".

Ma è davvero così facile, come appare all'opinione pubblica, candidarsi nella circoscrizione estero?

"Iscriversi all’AIRE puo’ essere considerato facile. Candidarsi meno. Essere inserito nelle liste dei partiti vincenti e’ difficile. Raccogliere decine di migliaia di preferenze individuali in un collegio cosi’ ampio ed in un periodo cosi’ ridotto e’ un’impresa. Specie se non si hanno alle spalle budget inspiegabili ... e si punta solo sul voto di opinione".

E il voto degli italiani all'estero? Adesso è fortemente sotto accusa

"Bisogna distinguere il diritto di voto costituzionalmente garantito (grazie alla grande battaglia del nostro Ministro Tremaglia) dalle modalita’ di esercizio. Gia’ in tempi non sospetti, nel Marzo 2008, avevamo proposto delle modifiche (centralizzazione presso il Poligrafico Centrale dello Stato della stampa e dell’invio delle schede elettorali, voto presso i Consolati, annullamento schede doppie, ecc.) che avrebbero sostanzialmente annullato i brogli poi verificatisi cosi’ come nel 2006".

Si sente pronto ad affrontare l'esperienza al Senato? Con quale spirito l'affronterà?

"Con lo spirito di poter finalmente impegnarmi a realizzare il programma per il quale avevo chiesto ed ottenuto la fiducia di tanti elettori. Dal mio sito web: riordino generale dell’offerta dei servizi italiani all’estero a partire dai Consolati e le strutture per gli emigrati italiani - CGIE, Comites - ma anche ICE, ENIT ed Istituti di Cultura; riconoscimento in Italia dell’esperienza professionale acquisita all’estero; riordino e rilancio all’estero delle Scuole italiane e dell’insegnamento della lingua italiana; più efficace promozione e difesa dell’immagine dell’Italia all’estero attraverso la sua gente, la sua cultura e le sue istituzioni.

Possiamo già parlare di priorità, nei confronti degli Italiani nel mondo, o è troppo presto?

"Oltre a quanto sopra, per me costituisce una priorita’ la realizzazione della Commissione InterParlamentare per gli Italiani all’estero proposta dal Ministro Tremaglia. Gia’ la pattuglia di rappresentanti eletti nella circoscrizione estero e’ limitata. Se divisi tra Camera e Senato perdono ulteriormente di forza. Io invece ho sempre sostenuto che, al di la’ di divisioni ideologiche che non ci concernono, sulle specifiche tematiche di interesse per gli Italiani all’estero, la pattuglia parlamentare deve agire coesa come gruppo di pressione.

Proprio a Italiachiamaitalia.com, nel 2008, pensando al suo seggio in Senato, dichiarava: sarebbe un sogno. Adesso il sogno si è avverato... Ha paura di riaprire gli occhi?

"No. O forse sì".

E se Antonella Rebuzzi (la senatrice uscente di Forza Italia che, candidata nel 2008 col PdL, è arrivata terza in Europa, dopo Di Girolamo e Fantetti, ndr) dovesse fare ricorso?

"Ripeto che sara’ mia cura nelle prossime settimane chiarire ogni dettaglio e rassicurare tutti sui profili della mia eleggibilita’", dichiara Fantetti a Italiachiamaitalia.com. "Sapete peraltro che stimo la senatrice Rebuzzi da tempo. So che e’ tornata brillantemente alle sue attivita’ imprenditoriali in Russia. Rappresentiamo tipologie di elettori PDL parzialmente diversi: io vorrei approfittare di questa seconda parte di legislatura per concentrarmi sulle esigenze della Nuova Emigrazione Professionale".
 
Auguriamo a Fantetti, di cuore, di poter davvero vivere il suo sogno fino in fondo; di non svegliarsi domani, e, aprendo gli occhi, vedere che tutto è sparito. Prima di salutarlo, rivolgiamo al senatore un in bocca al lupo: "Grazie, crepi!".

 

2010-03-20 23:28:00

Italiani all'estero, Gli italiani nel mondo alla grande manifestazione del PdL a Roma

 

Anche gli italiani all'estero erano presenti alla grande manifestazione del PdL a Roma. Esponenti del partito sono giunti dall'Europa e dal mondo per partecipare all'evento. Presenti i parlamentari eletti all'estero Aldo Di Biagio, Guglielmo Picchi, Amato Berardi e Raffaele Fantetti. E a piazza San Giovanni c'era anche Italiachiamaitalia.com

ItaliachiamaItalia

 
Italiani all'estero presenti alla grande manifestazione del Popolo della Libertà a Roma.

Il gruppo degli italiani nel mondo ha partecipato al corteo che è partito dal Circo Massimo per arrivare a piazza San Giovanni; proprio il corteo che ha portato verso la piazza uno striscione tricolore lungo più di cinquecento metri, quel tricolore tanto caro ai connazionali residenti oltre confine.

Per l'occasione sono giunti italiani da tutta Europa, ma anche dagli Stati Uniti e dal Sud America. L'On. Aldo Di Biagio, responsabile del dipartimento italiani nel mondo del partito, colui che ha curato l'organizzazione del gruppo degli Italiani all'estero, era naturalmente presente: insieme a lui i parlamentari eletti all'estero del PdL Guglielmo Picchi, Amato Berardi e Raffaele Fantetti.

Il gruppo degli italiani nel mondo si è ritrovato intorno alle 14 davanti all'ingresso della Fao: circa quaranta minuti dopo il corteo ha cominciato a muoversi. Gli Italiani all'estero, armati di striscione, sono così partiti dal Circo Massimo direzione piazza San Giovanni, animando il corteo con slogan e bandiere, protagonisti insieme ad altri centinaia di migliaia di italiani di quella che è stata prima di tutto una bellissima giornata di festa di popolo: il Popolo della Libertà, che ha voluto dimostrare al proprio leader, con un milione di presenze in piazza, che c'è e sostiene il Governo del fare, sostiene Berlusconi, per la democrazia e la libertà, contro una sinistra giustizialista e una magistratura sempre più politicizzata.

Alla manifestazione del PdL, insieme al gruppo degli italiani nel mondo, c'era anche
Italiachiamaitalia.com: abbiamo fatto interviste, raccolto dichiarazioni, fotografato. Presto, tutti i servizi saranno online. Solo su ItaliachiamaItalia, naturalmente.

 

2010-03-22 20:36:00

Italiani all'estero, Raffaele Fantetti: I miei obiettivi? Bicamerale e giovani

 

Il senatore che ha preso il posto di Nicola Di Girolamo ha tanta voglia di fare. E vuole partire dall'eterna proposta di Mirko Tremaglia: una bicamerale per gli italiani all'estero. Ma anche nuove generazioni, nel programma dell'eletto all'estero. E poi una simpatica iniziativa per non perdere il contatto con i propri elettori: 'L’abbiamo chiamato 'A tavola col Senatore'. Lo scopo? Incontrare, ringraziare, informare i nostri elettori, recepire le loro istanze e rendere conto del lavoro portato avanti. C’è molto da spiegare e da recuperare visto il tempo che si è perso!'

 
Italiani all'estero: altre notizie

Sono passate due settimane da quando Raffaele Fantetti è entrato a Palazzo Madama al posto di Nicola Di Girolamo, dimessosi dopo le ben note vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto.

Oggi l
’Aise ha intervistato il neo senatore per sentire le sue prime impressioni, ma anche i suoi obiettivi, come parlamentare, in favore dei connazionali. Tra le priorità di Fantetti, la bicamerale proposta a più riprese anche dall’ex Ministro Tremaglia e una attenzione particolare alla Nuova Emigrazione. 

Prima domanda d’obbligo: sale su un treno in corsa per di più dopo eventi che mettono in discussione il voto all’estero. Com’è stato l’arrivo in Senato e come è stato accolto dall’Aula?

Non è così che avevo pensato ed avrei voluto accedere alla Camera Alta. Comunque sono stato ben accolto, in forma bipartisan. Io ho fatto il mio dovere, percorrendo le strade formali e legali senza mai perdere la fiducia nel sistema.

Com’è che il sito del Senato la dà appartenente al Gruppo Misto e non al Pdl?

Ho chiesto subito l'adesione al Gruppo PDL ma sono rimasto d'accordo col Presidente Gasparri che, dopo quello che è successo, è opportuno chiarire prima tutto al meglio e dunque dovrei entrare a breve. Ho fornito tutta la documentazione circa la mia residenza in Inghilterra che data dal 1993. Il momento effettivamente rilevante ai fini della valutazione della legittimità dei titoli di eleggibilità dei candidati alle scorse elezioni era Marzo 2008: al tempo, io avevo un domicilio a Roma - oltre a quello di Londra - in base ad un contratto di lavoro a tempo determinato di un anno come esperto ex legge 56/2005 ("Istituzione degli Sportelli Unici all'Estero") presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Della circostanza, riportata sul mio sito Internet, erano debitamente informate sia le autorità italiane che quelle inglesi: dal punto di vista fiscale non mi avvalevo del trattato contro la doppia imposizione.

Non è certo il momento migliore per le politiche degli italiani all’estero. Proprio oggi sul Corriere della Sera, anche Gian Antonio Stella critica i tagli alla stampa edita all’estero, ultimo provvedimento in ordine di tempo a penalizzare i connazionali. Da eletto all’estero come intende agire?

Conosco da tempo diversi ed autorevoli rappresentanti di questa stampa (anche per il fatto di essere stato anch'io un editore/direttore di un piccolo giornale dell'emigrazione a Londra dal 1995). Ci siamo incontrati di recente e ci stiamo attivando per "recuperare" qualcosa. Quello che ho fatto presente è che sarebbe opportuno e legittimo che il prossimo congresso Fusie proponesse uno schema di unificazione e rielaborazione generale della normativa del settore. Per quanto mi riguarda, ciò non potrebbe ulteriormente andare a discapito delle nuove realtà presenti nel mondo digitale/Internet. In questi termini, credo che la maggioranza degli eletti nella circoscrizione estero avrebbe interesse a promuovere efficacemente tali istanze in Parlamento in modo da non farsi trovare ancora "indifesi" in occasione della prossima finanziaria.


Lei ha stilato il suo programma elettorale due anni fa. È ancora attuale? Quale sarà la sua priorità da parlamentare? 

In realtà, il programma risale a ben prima. Fu presentato già alle elezioni 2006 (dove risultai primo dei non eletti alla Camera), sulla base del lavoro e delle considerazioni raccolte nell’ambiente della cosiddetta "Nuova Emigrazione Professionale" durante il decennio precedente. Purtroppo non mi sembra che quei punti programmatici siano passati di moda e, d’altronde, è su quel programma che ho chiesto ed ottenuto la fiducia di oltre 20.400 elettori. In sintesi, si tratta di quattro punti: riordino generale dell’offerta dei servizi italiani all’estero a partire dai Consolati e le strutture per gli emigrati italiani -CGIE, Comites - ma anche ICE, ENIT ed Istituti di Cultura; riconoscimento in Italia dell’esperienza professionale acquisita all’estero; riordino e rilancio all’estero delle Scuole italiane e dell’insegnamento della lingua italiana; più efficace promozione e difesa dell’immagine dell’Italia all’estero attraverso la sua gente, la sua cultura, le sue imprese e le sue istituzioni. Oltre a questo, per me costituisce una priorità la realizzazione della Commissione bicamerale per gli Italiani all’estero proposta dal Ministro Tremaglia. Già la pattuglia di rappresentanti eletti nella circoscrizione estero è limitata. Se divisi tra Camera e Senato perdono ulteriormente di forza. Io invece ho sempre sostenuto che, al di là di divisioni ideologiche che non ci concernono, sulle specifiche tematiche di interesse per gli Italiani all’estero, gli eletti nella Circoscrizione Estero devono agire come un gruppo di pressione coeso. Infine, come più giovane senatore della maggioranza, intendo portare avanti una serie di proposte contro la gerontocrazia imperante in Italia. Stiamo preparando un programma specifico che sarà presto pubblicato, anche in raccordo con la prossima presentazione della "Agenda giovani" del Governo.

Pensa di fissare degli incontri con le collettività che l’hanno eletta in Europa per "riprendere i contatti" se mai si fossero interrotti? 

Sul mio sito, (
fantetti.org) in corso di rifacimento appariranno presto i dettagli e le prime date di un fitto programma di incontri che porterò avanti con le nostre comunità in Europa. L’abbiamo chiamato "A tavola col Senatore" ed ha per scopo di ringraziare, informare i nostri elettori, recepire le loro istanze e rendere conto del lavoro portato avanti. C’è molto da spiegare e da recuperare visto il tempo che si è perso!

Italiani all'estero, Raffaele Fantetti a ItaliachiamaItalia: Difendere dignità dei connazionali nel mondo e recuperare terreno perduto - di Francesca Toscano

 

Anche il senatore Raffaele Fantetti ha partecipato alla manifestazione del PdL a Roma, lo scorso sabato 20 marzo. Ha sfilato con i connazionali giunti dall'estero. A colloquio con ItaliachiamaItalia nel corso dell'evento, l'eletto all'estero ha dichiarato che il voto all'estero non è assolutamente in discussione.

di Francesca Toscano

 
Roma - “E’ molto importante manifestare sotto lo striscione ‘italiani nel mondo’, è la prima volta che succede e io sono molto contento e fiero di esserci”. Non trattiene l’orgoglio Raffaele Fantetti, il senatore eletto nelle file del PDL che ha preso il posto a Palazzo Madama di Nicola Di Girolamo, mentre commenta con Italiachiamaitalia.com la sua partecipazione, insieme ai numerosi connazionali giunti dall’estero, alla manifestazione organizzata dal presidente Berlusconi in piazza San Giovanni a Roma.

“Dobbiamo dimostrare alla nostra maggioranza che gli italiani all’estero sono diversi da quelli con cui hanno avuto a che fare fino ad ora” spiega Fantetti a colloquio con ItaliachiamaItalia nel corso della sfilata di sabato. Ma  questa non è l’unica sfida del neosenatore. Fra le intenzioni di Fantetti c’è quella di “recuperare il tempo che non abbiamo potuto utilizzare prima”. E agli italiani nel mondo lancia un segnale rassicurante: “il voto all’estero è salvo”. Ora si tratta solo di trovare delle modalità più efficienti. 

Dopo aver ricordato di essere "onorato di essere arrivato in Senato", anche se "non era questo il modo in cui pensavo e speravo di arrivarci", "ora speriamo di recuperare il tempo che non abbiamo potuto utilizzare prima" - ha detto Fantetti - "per fare quello che è nel programma e per il quale decine di migliaia di persone in Europa mi hanno votato".

Quali saranno le prime cose di cui si occupererà?

Io voglio fare una battaglia per i giovani. Sono tra i senatori più giovani e c’è una situazione drammatica per la nostra gioventù. E’ un tema che ci tocca direttamente perché i giovani emigrano. C’è un’emigrazione professionale, di cui mi ritengo un rappresentante, perché non c’è lavoro e la possibilità di fare carriera e vedere riconosciuti gli studi. Questa è la prima battaglia che voglio fare, ne abbiamo discusso per anni prima di arrivare in Senato e abbiamo tante proposte concrete.

E per gli italiani all’estero?

Ci sono le battaglie per le quali abbiamo sempre combattuto: la riforma dei consolati, la modernizzazione e attualizzazione delle modalità di voto della legge 459 del 2001.

Rispetto a questo l’on. Razzi ha proposto il voto elettronico, lei cosa ne pensa?

E’ certamente un’opzione che va considerata, anche perché nel momento che si mette mano ad una legge bisogna guardare avanti nel tempo. Noi abbiamo previsto delle modalità nuove per il voto postale. Proporremo anche il voto elettronico e vediamo poi nelle due aule quali opzioni saranno favorite.

Per il momento però gli italiani all’estero con il caso Di Girolamo sono nell’occhio del ciclone...

Purtroppo pagano le conseguenze di malefatte che non sono loro. Questo è grave, però è stato ribadito dal governo che l’intenzione di difendere il voto all’estero c’è tutta, bisogna solo aggiornarne le modalità.

Quindi è possibile lanciare un messaggio di rassicurazione per i connazionali all’estero?

Il voto è salvo. Per ridargli la dignità che queste malefatte hanno messo a rischio bisogna aggiornarne le modalità, ma non dobbiamo fare un grosso sforzo perché ne abbiamo pensate e proposte diverse. Riporteremo all’attenzione della politica ai massimi livelli quelle che sono state le nostre proposte fin da marzo 2008: prima che si verificassero i brogli che avevamo denunciato nel 2006.

Oggi bagno di folla da neo senatore. Cosa ne pensa della manifestazione a cui in tanti, anche dall’estero, hanno preso parte?

E’ molto importante la manifestazione e poi per quello che ci riguarda è molto importante manifestare sotto lo striscione ‘italiani nel mondo’. E’ la prima volta che succede e io sono molto contento e fiero di esserci.

Un contributo quello di oggi verso un governo che però taglia e toglie…

E’ la nostra sfida: dobbiamo dimostrare alla nostra maggioranza che gli italiani all’estero sono diversi da quelli con cui hanno avuto a che fare fino ad ora, dobbiamo difendere la loro dignità e recuperare il terreno perso. E’ successo purtroppo, non sono stati difesi i loro interessi: siamo qui ora per cercare di recuperare.

Francesca Toscano - Italia chiama Italia

ftoscano@italiachiamaitalia.com

 

2010-04-01 13:04:00

Italiani all'estero, "A cena con il Senatore" Raffaele Fantetti. A Londra

 

Per cancellare i dubbi di alcuni e far conoscere all'Italia la bontà del contributo che possono dare i connazionali residenti oltre confine, secondo Fantetti 'occorre lavorare di più sull'immagine stessa che si percepisce in Italia degli Italiani all'estero'

ItaliachiamaItalia

 
Italiani all'estero: altre notizie

"A cena con il Senatore" è l'iniziativa lanciata da Raffaele Fantetti, senatore residente nel Regno Unito ed eletto a Palazzo Madama con i voti degli Italiani d'Europa nelle file del PdL, con l'obiettivo di mantenere un costante contatto con i propri elettori.

Il primo appuntamento è stato in un locale di  Londra, lo scorso lunedì sera: un gruppo di iscritti al PdL, amici e simpatizzanti, si sono incontrati in un'atmosfera informale ed amichevole, improntata tutta al futuro e alla analisi di quanto sia necessario fare per la comunità italiana all'estero e soprattutto per quella residente in Gran Bretagna.

Due punti in particolare, quelli che Fantetti ha voluto sottolineare: la possibilità di utilizzare l'enorme bagaglio di esperienze e capacità ("know-how") dei milioni di italiani all'estero per lo sviluppo del nostro Paese in un mondo globalizzato; e, di conseguenza, la ricerca della strategia più efficace e più rapida per coordinare le forze in un momento cruciale, dopo le polemiche sul voto degli Italiani all'estero.

Per cancellare i dubbi di alcuni e far conoscere all'Italia la bontà del contributo che possono dare i connazionali residenti oltre confine, "occorre lavorare di più sull'immagine stessa che si percepisce in Italia degli Italiani all'estero - ha sottolineato Fantetti -, dimostrando di poter noi essere una fonte originale di idee e proposte concrete, che traducano le best practices operanti all'estero in vantaggi per i connazionali residenti nel BelPaese".

"Sono in Senato per dare valore istituzionale e soluzioni concrete alle problematiche degli Italiani nel mondo da noi ben conosciute", ha detto Fantetti ai partecipanti all'incontro. "Voi siete i rappresentanti del PdL nel Regno Unito: aiutatemi a rendere più proficua la comunicazione fra Londra e Roma, in modo tale da rappresentare al meglio le istanze dei nostri connazionali qui residenti".

La serata si è conclusa con un brindisi al nuovo senatore.

 

2010-04-16 17:15:00

Italiani nel mondo, Raffaele Fantetti: Il voto degli italiani all'estero è sacrosanto e non si tocca

 

Riferendosi a quanto promesso dal sottosegretario Alfredo Mantica, 'il governo non ha nessuna intenzione di abolire il voto degli italiani all'estero', assicura il senatore Fantetti. 'Il principio è salvo, sacrosanto. Sulle modalità, viste le elezioni del 2006 e quelle del 2008, è necessario mettere mano alla legge sul voto estero per cercare di evitare le problematiche emerse oramai già due volte'.

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Raffele Fantetti, senatore eletto con il PdL nella ripartizione estera Europa, è stato intervistato da Silvia Terribili per "Radio Onda Italia", programma radiofonico che Terribili conduce ad Amsterdam, in Olanda, dove risiede.

L'intervista comincia subito, non poteva essere altrimenti, parlando del caso Di Girolamo. Terribili (che fra le altre cose è la rappresentante dell'Italia dei Valori in Olanda) chiede a Fantetti: "Quando vi siete accorti che l'On. Di Girolamo aveva mentito?".

"Circa due anni fa - ricorda il senatore -, a ridosso delle elezioni del 2008, fui avvertito da colleghi amici residenti in Belgio del fatto che a loro il neoeletto Di Girolamo, che si diceva residente in Belgio, era totalmente sconosciuto. Io non l'avevo mai incontrato, e quindi non sapevo.  Abbiamo fatto partire delle indagini attraverso un accesso agli atti della documentazione ufficiale belga, dalla quale risultava che Di Girolamo non era mai stato iscritto nell'elenco dei residenti in Belgio". Da lì, ha spiegato Fantetti, è iniziata una procedura di ricorso, molto complessa - passata anche attraverso la Giunta delle elezioni - con "una serie di passaggi formali che noi abbiamo percorso tutti,  fino alla costituzione di un comitato inquirente, riunitosi varie volte durante l'estate 2008; sono stati sentiti diversi testimoni e sono state considerate le memorie difensive...". Finchè  "nell'ottobre 2008, a conclusione delle indagini, si è arrivati a  una proposta di annullamento dell'elezione". E' tutto su internet, sottolinea.

Come arriva in lista Di Girolamo?, chiede la giornalista. "Non lo so, non lo conoscevo. Da ciò che è apparso sui media, si dice che sia stato un sostituto dell'ultima ora... Le aspettative erano che la senatrice Antonella Rebuzzi, che era capolista, potesse essere confermata. Invece questo non è successo, ed è stato Di Girolamo a vincere". "Forse - aggiunge Fantetti - c'è stata anche una sottovalutazione della sua candidatura...".

Ma perchè nel 2008 il partito non ha provveduto subito a cacciarlo? "Forse non tocca a me rispondere a questa domanda... Io ho segnalato come avrebbe fatto chiunque le anomalie relative".

Chi lo aveva presentato? "Da ciò che si è letto sui giornali, lo aveva presentato l'On. Zacchera, che ha detto pubblicamente varie volte di averlo conosciuto e presentato alla responsabile della lista, che era la dott.ssa Barbara Contini. Zacchera stesso ha detto di non avere approfondito più di tanto...".

E' così facile candidarsi? E vincere? "So che il candidato Di Girolamo aveva investito in maniera eccezionale, per non dire abnorme, nel mailing: quindi nella spedizione via posta del proprio materiale elettorale. Questo discorso forse non è stato ancora valutato per la sua gravità. Ciò dimostra che se qualcuno è in grado di spedire  -  come lui ha dichiarato di aver fatto - a tutti i potenziali elettori della propria ripartizione elettorale il suo materiale elettorale,... lei capisce questo cosa vuol dire dal punto di vista economico-finanziario. Essendo in grado finanziariamente di arrivare a tutti, dal punto di vista statistico, si copre in maniera completa una gran parte di elettorato e si ricevono voti corrispondenti. Se a questi se ne sommano altri ottenuti in maniera illecita, come pare sia successo, il risultato è sotto gli occhi di tutti".

Fantetti sottolinea un aspetto importante: "C'è questa sproporzione economica fra i candidati che andrà affrontata: perchè chi riesce a spedire di più, è avvantaggiato". Nel frattempo, Terribili afferma di avere ricevuto essa stessa materiale elettorale da parte del candidato Nicola Di Girolamo.

L'intervista si avvia alla sua conclusione. Silvia Terribili è diretta: il PdL toglierà il diritto al voto per gli italiani all'estero? "No, non è così, per carità", replica Fantetti. E racconta di avere "avuto l'occasione di essere presente a un'audizione del sottosegretario Mantica, che in un comitato che raccoglie le commissioni Esteri e Affari Costituzionali al Senato  e che sta conducendo un'indagine conoscitiva sul mondo degli italiani all'estero, ha proprio premesso che il governo non ha nessuna intenzione di abolire il voto degli italiani all'estero. Il principio è salvo, sacrosanto. Sulle modalità, viste le elezioni del 2006 e quelle del 2008, c'è la condivisione, e l'opportunità da parte di tutti, di mettere mano alla legge sul voto estero per cercare di evitare le problematiche emerse oramai già due volte".

 

2010-04-21 18:58:00

Italiani all'estero, Fantetti da Parigi: Fondamentale il contatto diretto col territorio

 

Raffaele Fantetti ha partecipato ieri all'incontro di 'Coordinamento Consolare' e 'Intercomites' della Francia, tenutosi ieri all'ambasciata d'Italia a Parigi

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Raffaele Fantetti, senatore eletto con il Pdl dagli italiani residenti in Europa, ha partecipato all'incontro di "Coordinamento Consolare" e "Intercomites" della Francia, tenutosi ieri all'ambasciata d'Italia a Parigi. "Sono particolarmente lieto di aver partecipato a questo incontro - ha dichiarato Fantetti -, così come sono grato all'Ambasciatore Caracciolo di Vietri per il cortese invito".

"Nella splendida cornice della nostra rappresentanza a Rue de Varenne, ho potuto incontrare le autorita' diplomatico-consolari e la maggior parte dei vertici Comites in Francia", racconta il senatore eletto dagli italiani nel mondo. "E' stata l'occasione per conoscersi di persona e dibattere con le naturali controparti istituzionali le diverse proposte di modifica - da noi elaborate - delle disposizioni legislative che riguardano gli Italiani all'estero (con particolare riferimento a Comites e CGIE) e che sono attualmente all'analisi di tutti i colleghi della circoscrizione estero, per poi essere rapidamente trasmesse ed incardinate nelle competenti Commissioni parlamentari".

Il parlamentare spiega che, durante il suo mandato, cercherà di tenere con la collettività italiana residente in Europa, con i suoi elettori, un contatto più stretto possibile: "Il contatto diretto col territorio e' una prerogativa stringente del nostro collegio nonchè una grande opportunità, in entrambi i sensi" - ha commentato il sen. Fantetti. "Per una serie di diversi motivi, tale rapporto - tanto più importante ed impegnativo data la vastità del collegio Europa della circoscrizione estero - non è stato in passato onorato come si conviene, mentre è mia intenzione farne un punto di principio del mio mandato per dimostrare che veramente i connazionali all'estero costituiscono una grande risorsa per l'Italia, anche in termini propositivi delle c.d. 'best practices' altrui".

A margine dell'evento, il Sen. Fantetti, d'accordo col responsabile del settore Italiani nel Mondo del Popolo della Libertà, l'On. Aldo Di Biagio, si è trattenuto in riunione con il dott. Carlo Domenico Erio, coordinatore PDL in Francia, per finalizzare l'organizzazione dei prossimi eventi.

Raffaele Fantetti, dopo la due giorni parigina, missione istituzionale affidatagli dal presidente del Senato, Renato Schifani, sarà oggi di ritorno a Roma.

 

2010-04-26 20:09:00

Italiani all'estero, Ecco la proposta del PdL nel Mondo per riformare le Leggi 459/2001 e 286/2003

 

Il documento è stato inviato dall'On. Aldo Di Biagio e dal Sen. Raffaele Fantetti al Segretario Generale del Cgie, Elio Carozza, con l'auspicio che le proposte in esse contenute possano essere discusse durante l'assemblea plenaria del Cgie che si svolgerà da domani a giovedì, alla Farnesina

ItaliachiamaItalia

 
L'On. Aldo Di Biagio, responsabile del settore Italiani nel Mondo del Popolo della Libertà, e il Sen. Raffaele Fantetti, PdL, hanno inviato oggi al Segretario Generale del Cgie, Elio Carozza, un documento scaturito da "un'approfondita riflessione all'interno del Settore Italiani nel Mondo del PDL, poi allargata ad altri illustri colleghi della Circoscrizione Estero", come scrivono Di Biagio e Fantetti in una nota congiunta diretta a Carozza, con la quale presentano la proposta del PdL nel Mondo riguardo il voto degli italiani nel mondo.

Il documento, spiegano i parlamentari del PdL,  "contiene le linee direttrici delle nostre proposte", con l'auspicio che Carozza "possa sollecitare una discussione ed un riscontro nell'ambito del più alto consesso rappresentativo delle tematiche degli Italiani all'estero", ovvero il Cgie.

Un documento, quello proposto dal PdL nel Mondo e pensato e voluto con forza da Di Biagio e Fantetti, che intende indicare un percorso per giungere presto "ad una cornice condivisa di proposte di modifica della legislazione che, a vario titolo, riguarda tutte le comunità italiane all'estero". "Appare infatti prioritario - particolarmente in questo momento storico-politico di approccio critico alle nostre tematiche da parte di diversi rappresentanti parlamentari - il saper dimostrare unitarietà di intenti e capacità di auto-riforma".
 
E allora ecco qui di seguito il documento del Settore Italiani nel Mondo del PdL, con le proposte di riforma del voto estero:

PDL - Settore Italiani nel Mondo
Proposte di riforma delle Leggi 459/2001 e 286/2003 

Le due leggi in oggetto - che disciplinano rispettivamente il diritto di voto ai cittadini italiani residenti all'estero e l'ordinamento dei Comitati e del Consiglio Generale degli Italiani all'estero - rappresentano certamente una grande conquista democratica, consequenziale all'eccezionale qualità, quantità e durevolezza del fenomeno migratorio conosciuto nel tempo dal Popolo Italiano.

L'elezione dei parlamentari nella Circoscrizione estero ha consentito al Parlamento di creare un nuovo rapporto con i connazionali residenti all'estero, approfondendo la consapevolezza delle istituzioni sulla condizione, i problemi e le aspettative delle collettività italiane all'estero e svolgendo funzioni volte a soddisfare le loro legittime aspettative, nella coscienza che gli Italiani residenti all'estero sono per l'Italia una risorsa economica, sociale, culturale e politica.

Dall'introduzione della Legge n.459 gli italiani residenti all'estero sono stati chiamati a votare per due volte, nel 2006 e nel 2008. Tuttavia, in entrambe le votazioni  le contestazioni sono state molteplici, e sono seguite ad irregolarità commesse durante le operazioni di voto.

Quindi, sin dalle elezioni politiche del 2006 si è posta la questione della regolarità delle elezioni e si è aperto un acceso dibattito sulle procedure del voto all'estero, evidenziando la necessità di intervenire sulle disposizioni in oggetto, a partire dall'esigenza di garantire libertà, segretezza, inviolabilità e certezza del voto, attraverso opportune modifiche delle operazioni elettorali.

Nell'elaborazione di queste proposte, contributi decisivi sono venuti dal Documento Programmatico già redatto e sottoposto da questo settore ai referenti di Governo ed istituzionali e dai lavori dell'indagine conoscitiva deliberata dalle Commissioni riunite Affari Costituzionali ed Esteri del Senato.

Per quanto riguarda la riforma della Legge 286/2003, si fa riferimento all'articolato testo unificato n.1478 ("Tofani ed altri").

Sulle suddette proposte esiste sostanziale condivisione, fatte salve alcune riflessioni che provvederemo a proporre nelle prossime settimane, limitandoci con questo documento alla sola analisi del sistema di voto afferente ad entrambi gli impianti normativi.

Le proposte attengono a tre gruppi:

1)    Organizzazione Generale

    Centralizzazione esclusiva in Italia sia delle operazioni di stampa (presso il Poligrafico Centrale dello Stato) che di invio ai Consolati di tutte le schede elettorali;

    Apposizione, sulle suddette schede, di codici a barre, idonei a distinguerle in caso di contestazioni e finalizzati alla tracciabilità delle stesse;

    Esenzione dall'obbligo di raccolta delle firme per le Liste ufficialmente contrassegnate con i simboli dei partiti già presenti in Parlamento;

    Estensione contributi postali per l'invio del materiale elettorale (solo durante la campagna);

    Possibilità – in via sperimentale - di introdurre facoltativamente l’esercizio del voto per corrispondenza elettronica certificato attraverso il protocollo statale di "postacertificata.it";

    Istituzione di una "Commissione di Garanzia Elettorale" presso ogni competente sede consolare con poteri di verifica e di controllo del regolare svolgimento delle operazioni di voto in occasione delle tornate elettorali.

    2)  
Elettorato attivo

    Istituzione di un apposito "Registro degli Elettori" presso ogni sezione elettorale consolare nel quale inserire gli iscritti all'AIRE che avranno debitamente segnalato il loro interesse a votare (Gli uffici consolari invieranno un apposito modulo prestampato per permettere a tutti i potenziali aventi diritto di poter esprimere il loro interesse o non interesse a votare. Nella stessa dichiarazione ciascun elettore potrà evidenziare l’opzione di esercizio del diritto di voto per corrispondenza -sia essa elettronica o postale - o presso seggio elettorale);

    Obbligo di fornitura di idonea documentazione (Passaporto / Carta d'identità) e di risposta entro 90 giorni dalla ricezione via posta del materiale informativo per l'inclusione nel suddetto Registro degli Elettori.

 3)   Elettorato passivo

    Possibilità di presentare la propria candidatura solamente per coloro che risultino iscritti all'AIRE da almeno due anni prima della data di indizione delle elezioni;

    Verifica della regolarità della residenza all'estero dei candidati inclusi nelle liste, per accertare che i requisiti siano conformi a quanto prescritto dalle Autorità locali.

L’auspicio è che su tali questioni e proposte si possa svolgere un proficuo confronto politico-istituzionale, in modo da pervenire ad una riforma della disciplina legislativa che assicuri la rappresentanza e l'esercizio del diritto di voto ai nostri connazionali nel rispetto dei principi di legalità e di trasparenza che connotano il nostro ordinamento.

 

 

2010-04-28 22:38:00

Italiani all'estero, Fantetti (PdL) a ItaliachiamaItalia: "Mantica gioca ruolo importantissimo in difesa degli italiani nel mondo" - di Francesca Toscano

Il Cgie ancora contro il sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica. Un peccato, perchè 'è proprio Mantica che è venuto subito in Parlamento a seguito degli attacchi a difendere il diritto del voto degli italiani all'estero. Credo che questa sia una disgrazia che ci sia al nostro interno: questa sottovalutazione del ruolo importante che a difesa del ruolo degli italiani all'estero gioca il sen. Mantica a nome del Governo. Alla fine è lui che nelle competenti aule a nome del governo difende questi nostri interessi'. Raffaele Fantetti, senatore del PdL, a colloquio con Italiachiamaitalia.com

di Francesca Toscano

 
Italiani all'estero
: altre notizie

Roma - Al termine della prima parte della giornata d'apertura della Plenaria del Cgie in corso alla Farnesina, il neoeletto senatore del Pdl Raffaele Fantetti, cofirmatario con l'on. Di Biagio di una proposta di riforma degli organismi di rappresentanza dei connazionali all'estero, a colloquio con ItaliachiamaItalia fa il punto dell'incontro.

Per Fantetti che Comites e Cgie debbano essere riformati è indubbio e la bozza Tofani in discussione in Senato potrebbe essere la base su cui inserire i “correttivi” delineati nella proposta a doppia firma con Di Biagio. Ma per il senatore entrato a Palazzo Madama al posto di Di Girolamo, da parte dei consiglieri dovrebbe esserci “una presa di coscienza e coerenza in questa direzione”, per dare “quel segnale di autoriforma e unitarietà di intenti”, indispensabile, ma per il momento assente. Fantetti poi, dopo la pesante contestazione al sottosegretario Mantica da parte dei membri del Comites e del Cgie, difende il collega con delega agli italiani nel mondo, parlando di una “sottovalutazione del ruolo importante che gioca il sen. Mantica a nome del Governo  a difesa del degli italiani all'estero: alla fine è lui che nelle competenti aule a nome del governo difende questi nostri interessi“. E sulla questione della frattura all'interno della maggioranza, che ha investito anche gli eletti all'estero, il sentore residente nel Regno Unito, minimizza: “Non esiste nel Pdl questo tipo di distinzione di ruoli o di posizioni che riguarda gli italiani all'estero”.

Senatore Fantetti, ha presentato con l'onorevole Di Biagio un documento al segretario Carozza (vedi box in questa pagina, ndr). Che idea si è fatto di questa prima giornata di Cgie dai toni particolarmente accesi?

"Conosco i lavori del Cgie, vi ho partecipato in passato sotto altre vesti e informalmente", spiega Fantetti a Italiachiamaitalia.com. "Questa è stata un'occasione per me per presentarmi in questa nuova veste. Ho voluto porre al centro del mio intervento due problemi: lo scollamento che c'è dalle istituzioni rappresentative degli italiani all'estero, che ha come effetto quello di proiettare un'immagine estremamente negativa su questo mondo. E' un segnale negativo che si somma ad altri, che derivano da fatti di cronaca e accadimenti spiacevoli che non fanno altro che peggiorare la situazione, mentre bisognerebbe dimostrare unitarietà di intenti e capacità di autoriforma almeno ai colleghi parlamentari. Il secondo punto è che laddove esiste una base di consenso più o meno ampio su delle modifiche alle disposizioni legislative che ci concernono bisognerebbe approfittare per dare quel segnale di autoriforma e unitarietà di intenti. La bozza di riforma di Comites e Cgie di Tofani ed altri, con il contributo decisivo del senatore Micheloni, è una base sulla quale abbiamo voluto inserire dei correttivi frutto di questa esperienza e del dibattito, come ho sottolineato nel mio intervento".

Ma lei dal suo punto di vista, è d'accordo con quello che dal consiglio denunciano, e non è la prima volta, che da parte di questo governo c'è un piano politico per eliminare il mondo degli italiani all'estero, attraverso i tagli e l'annientamento degli organi di rappresentanza?

"Assolutamente no. In realtà è proprio Mantica che è venuto subito in Parlamento a seguito degli attacchi a difendere il diritto del voto degli italiani all'estero. Credo che questa sia una disgrazia che ci sia al nostro interno: questa sottovalutazione del ruolo importante che a difesa del ruolo degli italiani all'estero gioca il sen. Mantica a nome del Governo. Alla fine è lui che nelle competenti aule a nome del governo difende questi nostri interessi. E' una disgrazia che ci sia questo scollamento. Non vorrei che nel tempo si fossero create delle difficoltà personali che possono giocare un ruolo negativo fra gli interlocutori. Oggettivamente da parte del governo e della maggioranza c'è una difesa della costruzione e una presa d'atto delle imperfezioni che riguardano il voto, sia quello politico che quello dei Comites, e che hanno portato l'opportunità di intervenire. L'intervento tecnico che ha posto in essere il sen. Mantica a nome del governo, ha dovuto farlo, altrimenti sarebbe dovuta partire la macchina elettorale dei Comites nelle prossime settimane".

Quindi secondo lei cosa dovrebbero fare i consiglieri?

"Dovrebbero fare un atto di coscienza e coerenza e prendere atto che è opportuno procedere ad una riforma della legge 286, quindi il voto per i Comites e la costituzione del Cgie, che c'è in Senato, incardinata nella commissione affari costituzionali, un dl che è il prodotto di contributi bipartisan di tanti illustri esponenti di questo mondo, sulla quale si possono innestare in aula alcuni correttivi come quelli che noi abbiamo proposto e che questo è un risultato migliore degli altri due possibili: l'inazione o il rinvio alle elezioni politiche che sarebbe una sconfitta per tutti".

L'On. Merlo, durante il suo intervento, ha invitato a guardare a quella minoranza interna al PdL composta dai "finiani", nella quale stanno anche "Tremaglia, Angeli, Di Biagio...". Lei è d'accordo?

"Non mi trova d'accordo perchè non esiste nel Pdl questo tipo di distinzione di ruoli o di posizioni che riguarda gli italiani all'estero. Quindi cercare di enucleare da un dibattito più ampio che non riguarda questi temi, una distinzione al nostro interno è fuorviante e inutile".

Francesca Toscano - Italia chiama Italia

 

2010-04-29 21:23:00

Italiani all'estero, Fantetti (PdL): Presto un incontro con Brunetta per discutere di voto elettronico

 

'Desidero ringraziare ufficialmente il ministro Renato Brunetta', ha dichiarato Raffaele Fantetti, senatore eletto dagli italiani residenti in Europa. 'L'opportunità di un tavolo allargato per studiare la possibilità di introdurre il voto elettronico è per noi motivo di grande soddisfazione'

ItaliachiamaItalia


A margine della recente direzione nazionale del Popolo della Libertà, il Sen. Raffaele Fantetti e l'On. Guglielmo Picchi hanno potuto confrontarsi con il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, sulla possibilità di introdurre la modalità di voto elettronico per la circoscrizione estero, dando la possibilità agli italiani nel mondo di esprimersi attraverso il pc, con un semplice clic.

Il ministro Brunetta ha mostrato grande disponibilità, e non ha nascosto il suo interesse per un'idea che può risolvere tanti problemi, dalla eliminazione degli sprechi alla riduzione dei tempi, fino alla tanto agognata trasparenza del voto.

Proprio in questi giorni, i parlamentari del PdL eletti all'estero, Fantetti, Picchi e anche l'On. Aldo Di Biagio, hanno inviato al ministro una richiesta formale di incontro, che è stata già accettata con grande spirito di collaborazione; manca solo che venga loro comunicata la data stabilita.

"Desidero ringraziare ufficialmente il ministro Renato Brunetta", ha dichiarato Raffaele Fantetti, senatore eletto dagli italiani residenti in Europa. "L'opportunità di un tavolo allargato per studiare la possibilità di introdurre il voto elettronico è per noi motivo di grande soddisfazione. Insieme al ministro cercheremo di capire come far funzionare al meglio questo meccanismo elettorale e ne studieremo le possibili ulteriori applicazioni; non mancheremo di prospettare anche la ricaduta positiva del cambiamento rispetto alle aspettative degli italiani all'estero, che vogliono esercitare i loro diritti senza ambiguità e sospetti, e ci chiedono - conclude Fantetti - uno strumento nuovo che garantisca il voto 'personale ed eguale, libero e segreto',  richiamato dalla nostra Costituzione".

 

 

2010-06-12 19:08:00

Contro la disoccupazione giovanile, più attenzione verso le nuove generazioni - di Raffaele Fantetti

 

'Io ne sono convinto, e farò la mia parte, come senatore della Repubblica Italiana, perchè questo avvenga'

di Raffaele Fantetti*

 

Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare: dovrebbe essere questo lo slogan dei giovani in questi anni difficili. In questi anni in cui, paradossalmente, essere giovani per certi versi è un ostacolo, anzichè essere un vantaggio. Forse è colpa di quella parte della società che davvero crede che la gioventù sia un male da cui si guarisce col tempo...

Quando il gioco si fa duro, i duri mostrano quanto è grande la loro forza. E non intendiamo certo inneggiare alla violenza o alla forza brutale: il gioco che intendiamo noi è la sana competizione, il misurarsi in un mondo complesso e globalizzato con i requisiti giusti e le conoscenze adeguate.

Purtroppo, in un momento di passaggio, da una politica conservatrice e gerontofila, a un modello di società dinamica e futuristica, non ci sono ancora - in particolar modo, ahinoi, in Italia - le consapevolezze necessarie ad attraversare questo "passaggio" senza traumi, e solo in pochi arrivano a cogliere per tempo la necessità del cambiamento. Un cambiamento che non può non passare prima di tutto da una forte presa di coscienza, una volta per sempre, da parte dell'attuale classe dirigente, del fatto che senza ricambio generazionale non c'è futuro, non c'è continuità, non c'è trasmissione di sapere e esperienza, nè nuova conoscenza. Senza i giovani non c'è vero progresso: come potremo affrontare una globalizzazione che vede crescere e imporsi nell'economia mondiale Paesi a forte connotazione giovanile, e non proprio democratici, come Cina, Brasile, India?

Oggi il capitale è in cerca di giovani preparati, pronti alle sfide più alte, competitivi nella corsa all'eccellenza; chi investe, chi pretende dinamismo e conoscenza delle nuove tecnologie, chi chiede risultati in tempo reale, punta sui giovani. Tutto questo, oltre confine. Sì, perchè, invece, l'Italia in molti casi resta ancorata a formule vecchie, alla difesa di un immobilismo perdente, all'ostracismo sulle riforme più decisive, come sono quella della scuola e dello spazio ai giovani nelle imprese e nella politica. Nella società.

Ma forse anche in Italia qualcosa sta cambiando. Con l'approvazione bipartisan della proposta "Controesodo", che vuole agevolare il rientro dei giovani residenti all'estero (nei paesi comunitari) che desiderino rientrare in Italia per lavorare, attraverso incentivi fiscali alle imprese disposte ad assumerli, è un primo passo verso quella che dovrebbe essere una costante della politica e delle istituzioni italiane: l'attenzione nei confronti dei giovani deve essere uno dei punti fondamentali, se vogliamo fare crescere una classe dirigente preparata e pronta ad affrontare le sfide che in futuro l'attendono.

La disoccupazione giovanile è ancora troppo alta. I recenti dati Istat non lasciano spazio a interpretazioni: nel 2009, secondo quanto riferisce l'Istituto di statistica, "il tasso di disoccupazione giovanile in Italia (25,4%) è più del triplo di quello totale (7,8%) e più elevato di quello europeo (19,8%)". Una situazione allarmante, a cui chi si occupa di politica deve riuscire a dare risposte. Se il mondo giovanile in Italia resta il più penalizzato dal punto di vista del lavoro, dobbiamo essere tutti noi a sostenere le nuove generazioni e a concedere loro degli spazi, anche di responsabilità importanti; altrimenti non li prepareremo davvero a saper affrontare e vincere le sfide del domani.
 
Finchè venti milioni di pensionati costituiranno lo zoccolo duro e sempre arrabbiato della più grande confederazione sindacale paradossalmente a difesa dei lavoratori; e finchè la scuola continuerà ad essere l'allegra fattoria di giovani nullafacenti anestetizzati negli stimoli culturali e nelle idee, la nostra società sarà perdente e votata al declino. Un declino culturale fortissimo, che potrebbe masticare pezzi del nostro futuro e diventare così anche declino economico.

Senza una preparazione più approfondita, senza un aggiornamento continuo, senza la scelta determinante di stimolare le attitudini e premiare il merito - ma davvero però, non a parole! -, i nostri giovani rimarranno ancora attratti da messaggi televisivi che si rivolgono alla pancia e non al cervello, si accontenteranno di diplomi e lauree di carta facilmente e inutilmente ottenuti con un impegno modesto e superficiale; si abbevereranno alla fonte del piacere fine a se stesso, e non troveranno spazio nella richiesta di lavori premianti per sè e per il progresso del Paese.

Forse sarà la volta, chissà, che dovranno cedere il passo agli immigrati anche nei posti più ambiti; e la responsabilità di genitori e insegnanti e istituzioni si vedrà troppo tardi.

E' tempo, adesso, di rimboccarsi le maniche, di restituire fiducia e speranza a quei giovani italiani, e ce ne sono tantissimi, che già ora mostrano di voler impegnarsi nello studio prima e nella crescita personale dopo. Potranno, questi, essere una guida per tanti altri ancora in lista d'attesa per il volo verso la vita adulta: e chissà che non possano attirare in Italia anche quei giovani italiani di seconda generazione che le famiglie dei nostri emigranti vorrebbero tornassero in patria forti dei loro successi e delle loro identità. Un sogno? Se politica e istituzioni sapranno fare il loro dovere, aiutate e sostenute dalla società, la strada non sarà così in salita, e il sogno potrebbe addirittura realizzarsi. Io ne sono convinto, e farò la mia parte, come senatore della Repubblica Italiana, perchè questo avvenga.

Sen. Raffaele Fantetti*
*senatore eletto nella ripartizione estera Europa con il Popolo della Libertà

 

2010-05-06 11:52:00

Italiani all'estero, Cena-dibattito con Picchi e Fantetti. A Bruxelles

Oggi, giovedì 6 maggio, ore 19.30. Una grande occasione di dibattito e confronto con due rappresentanti degli italiani nel mondo in parlamento: l'On. Guglielmo Picchi e il Sen. Raffaele Fantetti. Organizza l'incontro il PdL di Bruxelles, guidato da Simone Ceramicola.

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Roma - Oggi, giovedì 6 maggio 2010, alle ore 19.30, a Bruxelles, si terrà una cena-dibattito con l'On. Guglielmo Picchi, deputato PdL eletto nella ripartizione estera Europa e alla sua seconda legislatura, e il Sen. Raffaele Fantetti, anche lui eletto con il PdL dagli italiani residenti in Europa.

L'incontro, promosso dal PdL di Bruxelles, "è nato per le vie di Roma", come racconta Simone Ceramicola, Coordinatore PdL in Belgio, a Italiachiamaitalia.com, che ricorda l'ultima manifestazione del PdL, quella di piazza San Giovanni a Roma. Ceramicola c'era, insieme adAntonio Mastrogiovanni: "Abbiamo marciato, insieme agli on.li Di Biagio e Picchi, al sen. Fantetti e agli altri amici del Pdl in Europa e nel mondo, per le vie di Roma, diretti a piazza San Giovanni in Laterano per la grande manifestazione convocata da Silvio Berlusconi prima delle regionali". "Proprio in quella occasione - spiega ancora il Coordinatore PdL - abbiamo invitato i nostri parlamentari eletti nella Circoscrizione Europa ad una serata-dibattito a Bruxelles per commentare insieme i risultati delle elezioni regionali e le prospettive del partito per l'ultima parte della legislatura". Anche di questo si parlerà nella cena di domani, con i due parlamentari eletti oltre confine.
 
"Le regionali - continua Ceramicola - sono state un grande successo politico ed elettorale per Silvio Berlusconi, per il Pdl e per la maggioranza di governo. Si è aperto un periodo significativo per riformare in profondità il nostro Paese e renderlo maggiormente protagonista in Europa. L'incontro di domani, 6 maggio, si è caricato di ulteriori significati all'indomani della Direzione Nazionale Pdl del 22 aprile scorso.  Molti amici e simpatizzanti qui a Bruxelles - confessa - ci chiedono di spiegare meglio quanto sta avvenendo a Roma.
Il dibattito in seno al Pdl, che sta dimostrando come il nostro partito sia democratico e aperto alle dialettiche interne, suscita domande e chiarimenti che l'on. Picchi e il sen. Fantetti avranno modo di soddisfare". Domani, "sarà anche l'occasione per rilanciare la nostra iniziativa politica sul tema dei diritti degli europei che risiedono in un altro paese da quello di origine".

Una grande occasione di dibattito e confronto con due rappresentanti degli italiani nel mondo in parlamento; un incontro interessantissimo, al quale gli italiani residenti a Bruxelles e dintorni non possono mancare.

 

2010-05-11 17:15:00

Italiani all'estero, Fantetti e Romagnoli a Bruxelles

 

Incontro-dibattito con il Sen. Raffaele Fantetti, che continua il suo itinerario fra gli italiani all'estero, e Massimo Romagnoli, parlamentare del PdL. L'iniziativa, tenutasi a Bruxelles, è stata organizzata sul territorio da Simone Ceramicola, guida del PdL a Bruxelles. 'Occorre far circolare al nostro interno soluzioni concrete - ha detto fra le altre cose il Sen. Fantetti -, ispirate dalle esperienze più valide realizzate negli altri paesi, al fine di contribuire in modo efficace all'azione di governo, e di orientare attività e dibattito interni sulle cose da fare'

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Lo scorso giovedì 6 maggio, si è svolto a Bruxelles l'incontro-dibattito promosso dal Pdl di Bruxelles, guidato da
Simone Ceramicola, con il neo senatore per gli Italiani all'esteroRaffaele Fantetti, eletto con il Popolo della Libertà nella ripartizione estera Europa.

IN BELGIO Italiani all'estero, Cena-dibattito con il Senatore Fantetti. A Bruxelles

All'incontro era prevista anche la presenza dell'On.
Guglielmo Picchi, deputato PdL eletto dagli italiani residenti in Europa, che però all'ultimo momento è stato purtroppo trattenuto in Italia da questioni familiari urgentissime.
 
La serata è stata organizzata nei locali del prestigioso ristorante italiano "I Latini" di Antonio Mastrogiovanni, sito nel cuore del centro storico di Bruxelles, e "ha visto la partecipazione convinta ed entusiastica di molti iscritti e simpatizzanti del Pdl di Bruxelles e del Belgio", così come racconta Ceramicola a
Italiachiamaitalia.com

 

2010-05-10 17:00:00

Italiani all'estero, "A cena con il Senatore" Fantetti. A Zurigo

 

Il senatore nei giorni scorsi ha già partecipato a diversi appuntamenti con gli italiani all'estero: Londra, Bruxelles, e non solo. Stasera, l'iniziativa che ha lanciato Fantetti, "A cena con il Senatore", fa tappa a Zurigo, Svizzera. ""Avevo promesso che sarei stato più possibile a contatto con il territorio - dichiara Fantetti -, ed è quello che sto facendo".

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Continua l'itinerario del Sen. Raffaele Fantetti, eletto con il PdL dagli italiani residenti in Europa, fra le comunità italiane residenti oltre confine. "Avevo promesso che sarei stato più possibile a contatto con il territorio - dichiara Fantetti -, ed è quello che sto facendo. Ho intenzione di continuare su questa linea, perchè sono convinto che il rapporto diretto e costante con il proprio elettorato sia prezioso per meritare la fiducia e per ascoltare il giudizio e i suggerimenti della base sui progetti da realizzare".

Il senatore nei giorni scorsi ha già partecipato a diversi appuntamenti con gli italiani all'estero: Londra, Bruxelles, e non solo. Stasera, l'iniziativa che ha lanciato Fantetti, "A cena con il Senatore", fa tappa a Zurigo, Svizzera.

Con Fantetti, ci sarà l'On. Guglielmo Picchi, deputato del PdL, anch'egli eletto nella ripartizione estera Europa.

"In Svizzera parleremo con gli amici di attualità politica, sia di quella prettamente italiana, sia di quella che interessa più da vicino gli italiani all'estero. Ma soprattutto - spiega Fantetti - sarà un'occasione per ascoltare direttamente dai nostri connazionali residenti in Svizzera le loro necessità più importanti, e cercare di portare i loro desiderata a Roma".

Quella di Zurigo non sarà certo l'ultima tappa in Europa del Sen. Fantetti, che ci tiene a sottolineare: "Continuerò a tenere rapporti diretti con le comunità italiane della mia ripartizione elettorale, perchè credo che un parlamentare eletto all'estero non debba mai dimenticare da dove arrivano i suoi voti".

Nei prossimi giorni, dopo la Svizzera, Fantetti tornerà ancora nel Regno Unito, a Londra, e poi a Manchester, dove risiede una nutrita e ben organizzata comunità italiana. 

 

2010-05-12 21:00:00

Italiani all'estero, PdL Svizzera: Incontro col Sen. Fantetti e l'On. Picchi. A Zurigo

 

Si è parlato di tesseramento e di congressi. Ma anche di Comites e eletti all'estero. "Picchi e Fantetti - racconta Antonio Zulian, Coordinatore PdL Svizzera, a ItaliachiamaItalia - hanno assicurato che ci sarà una loro presenza frequente in questa nostra Svizzera 'occupata' da ben quattro parlamentari avversari"

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Lo scorso lunedì 10 maggio, all’hotel Mövenpick di Regensdorf (Zurigo), si è tenuta la riunione del PdL Svizzera. Ospite gradito Andy Schenone della direzione Nazionale Lega Nord- Esteri, "col quale abbiamo intrattenuto un’ottima conversazione in vista di una alleanza territoriale efficace", così come racconta a ItaliachiamaItalia Antonio Zulian, Coordinatore del Popolo della Libertà in terra elvetica.

Diversi i temi affrontati durante l'incontro-dibattito con i parlamentari On. Picchi e Sen. Fantetti: fra questi, quello del tesseramento - partito proprio nella serata di lunedì -, e poi la preparazione del congresso fondativo del partito all’estero; è stato inoltre discusso il tema che riguarda il rapporto del PdL con la Lega, che Zulian descrive come un "alleato affidabile e preparato".

"Picchi e Fantetti - racconta ancora Zulian a ItaliachiamaItalia - hanno assicurato che ci sarà una loro presenza frequente in questa nostra Svizzera “occupata” da ben quattro parlamentari avversari. Vale a dire che quanti più sono i motivi per cui si mette in piedi il Pdl-estero, tanto meglio organizzate, informate e funzionali dovranno essere le sezioni. Un esempio: alle prossime elezioni dei Comites, non saranno gradite (neanche dalla Lega) liste civiche, ma politiche con tanto di simbolo bene in vista".

Proprio a questo proposito, Fantetti ha dichiarato: "E’ necessario lavorare di concerto con Camera e Senato per ottenere un risultato, anche perché il vero Comitato per gli Italiani all’estero - ha sottolineato il senatore eletto dagli italiani in Europa con il PdL -, è al Senato e non altrove”.

Per quanto invece riguarda l’obiezione di un referente circa l’utilità dei Comites, Picchi ha spiegato: "I Comites sono importanti non solo alla luce dei loro rapporti con i parlamentari eletti all’estero perché diffusi, ma anche perché se noi non entriamo con i nostri uomini e donne in quegli organismi, le cose non le sapremo mai e mai potremo abituarci a gestire degli organismi istituzionali di pubblica utilità. D’accordo - ha proseguito il parlamentare eletto nella ripartizione estera Europa - che molti Comites esistono solo sulla carta, ma ora noi siamo qui apposta per fare in modo che essi svolgano il servizio per cui sono nati”.

E sempre a proposito di Comites, anche il leghista Schenone ha detto la sua: "C’è uno scollamento interno preoccupante, dunque ci vogliono più poteri politici, e per votarli, bisogna presentare liste politiche e non civiche. Per la loro campagna elettorale la propaganda dev’essere  postale usando le facilitazioni sul prezzo esistenti in Italia per le politiche”. Su questo, tutti si sono detti d'accordo. Anche se, come fa notare Zulian a ItaliachiamaItalia, "bisognerà vedere se gli avversari del Pdl, e cioè il centrosinistra, accetteranno che si mettano simboli partitici sulle schede per le elezioni dei Comites". 

Riguardo alla preparazione del congresso fondativo da tenersi tra qualche mese, altro punto importante al centro dell'incontro del PdL Svizzera, "ci sarà la direzione nazionale del partito per le date dei Congressi comunali, congiunti contemporaneamente al Nazionale, e poi l’estero", ha detto Guglielmo Picchi.

Durante la riunione si è discusso anche di bicamerale perfetta e dei 340 mila elettori che hanno premiato il Pdl nel mondo alle ultime elezioni, "tutti voti espressi da gente che ci ha dato fiducia e che non bisogna tradire", ha sottolineato Fantetti. "Abbiamo un obbligo morale verso di loro, e ora abbiamo, tramite la nascita del partito all’estero, l’occasione di avvicinarli se sapremo contattarli dimostrandoci vicini alle loro esigenze ma anche attivi nelle sedi istituzionali giuste per soddisfarli nei limite del possibile. Per quanto mi riguarda, sarò presente", ha concluso il senatore degli italiani d'Europa. 

All'incontro hanno partecipato la referente Rossana Seghezzi e il prof. Torellini, Stefano Petracca e Antonio Campanile per Zurigo, Vincenzo Tommasino per Zug, Carlo Bauleo e Vincenzo Bennardo per Winterthur, Manuela Orrigo per Berna, Pasquale Di Raimo per Lenzburg, e naturalmente Antonio Zulian, Coordinatore PdL in Svizzera.

Assenti giustificati i referenti Gianluigi Rancitelli (Berna) e Sergio Peronitti  di Biel, Natalia Dodi per Ginevra e Danilo Benevelli per il Pdl-Ticino.

 

2010-05-18 18:33:00

Italiani all'estero, Raffaele Fantetti scrive ai suoi colleghi eletti oltre confine e propone Commissione bicamerale per gli italiani nel mondo

 

Ecco il testo integrale della lettera inviata da Fantetti ai suoi colleghi eletti oltre confine

ItaliachiamaItalia

 
Raffaele Fantetti, senatore eletto con il PdL nella ripartizione estera Europa, ha inviato lo scorso 12 maggio una lettera ai suoi colleghi parlamentari eletti all'estero, nella quale propone una Commissione bicamerale per gli Italiani all'estero, e spiega le ragioni che lo hanno portato a fare tale proposta. 

Qui di seguito, il testo integrale della lettera inviata da Fantetti ai suoi colleghi eletti oltre confine:

Illustri Colleghe e Colleghi,

come d’accordo, anche in seguito ai recenti lavori della I Plenaria CGIE del 2010, faccio seguito per iscritto a Voi tutti colleghi eletti nella Circoscrizione Estero per riprendere il tema dell’istituzione ad hoc di una Commissione Bi-Camerale per le questioni degli Italiani all’estero.

E’ di tutta evidenza - anche al neo proclamato che vi parla - che il bicameralismo perfetto proprio del nostro sistema parlamentare gioca particolarmente a sfavore di qualsiasi iniziativa che non possa essere propriamente raccordata tra le due Camere e contro qualsiasi forza che non sia in grado di operare in entrambe. Anche per questo, probabilmente, l’azione portata avanti a livello parlamentare dagli eletti all’estero non ha, finora, potuto portare a risultati apprezzabili.

Inoltre, il segnale che la pattuglia dei 18 contribuisce a dare all’esterno (ovvero, sia nei confronti degli altri parlamentari, che al di fuori delle istituzioni legislative) è particolarmente negativo perché testimonia dell’incapacità di darsi una unitarietà di intenti anche sulle questioni precipuamente inerenti le nostre tematiche.

Naturalmente, non si vuole disconoscere l’esistenza - più o meno formalmente riconosciuta dai rispettivi regolamenti camerali - di due comitati, alla Camera ed al Senato, entrambi presieduti da colleghi non provenienti dalla Circoscrizione Estero, che lavorano meritoriamente e da tempo sull’approfondimento delle nostre questioni. Ma non credo di essere il solo a ritenere che proprio per la loro duplice e dis-equilibrata natura gli attuali comitati non possano utilmente rappresentare quel foro comune di discussione, attrazione e deliberazione delle nostre tematiche, di cui invece avremmo estremo bisogno.

In passato, l’istituzione di questa Commissione bi-camerale per gli Italiani all’estero era già stata proposta, in modo lungimirante, dal Ministro Tremaglia  (29 Aprile 2008). Credo che anche le argomentazioni portate avanti a suo tempo rimangano valide (controparte ideale del mondo dell’emigrazione, compresi gli Italiani non iscritti per varie ragioni all’AIRE e gli oriundi, riferimento naturale di tutti i rapporti a vario titolo riferenti al mondo istituzionale, imprenditoriale, sociale e comunicativo degli Italiani all’estero, ecc.).

Non vorrei invece che, sempre in passato, la provenienza di tale proposta possa aver in qualche modo scoraggiato alcuni colleghi dal sostenerla. A tal fine, volendo invece dare risalto al carattere bipartisan di questa iniziativa, vorrei già proporre alla Vostra illustre attenzione che la Presidenza di suddetta “nostra” commissione bi camerale venga eventualmente assicurata da un parlamentare eletto all’estero appartenente alla minoranza (e, idealmente, affidare la Presidenza Onoraria al Ministro Tremaglia).

Mi conforta in questi due suggerimenti la coscienza che la forza delle istituzioni si basa su una condivisione generale - politica e non ideologica - delle proprie funzioni e su un riconoscimento deferente al proprio meritevole passato.

RingraziandoVi sentitamente per l’attenzione e con l’auspicio di un Vostro pronto riscontro su questa materia, suggerirei altresì di incontrarci a breve tutti insieme per poter discutere tra noi dei numerosi temi di specifica pertinenza.

Distinti Saluti, 

Raffaele Fantetti

 

 

2010-05-22 17:54:00

Italiani all'estero e PdL: Fantetti, Picchi e Di Biagio a Londra e a Manchester

 

All'evento ci sarà la parte migliore della comunità parmigiana che risiede nel Regno Unito

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Questa sera, a Londra, si terrà il Galà dei parmigiani, al quale parteciperanno i deputati del PdL Guglielmo Picchi e Aldo Di Biagio, insieme al senatore Raffaele Fantetti, anche lui - come Picchi e Di Biagio - eletto nella ripartizione estera Europa con il PdL.

All'evento ci sarà la parte migliore della comunità parmigiana che risiede nel Regno Unito: imprenditori, banchieri, ricercatori...

Domani, domenica, Fantetti e Di Biagio - da quanto risulta a ItaliachiamaItalia, Picchi in questa occasione non ci sarà - saranno a Manchester, per un pranzo con i rappresentanti di Sicilia in Europa, l'associazione di Vincenzo Nicosia, e un incontro con la comunità italiana locale.

 

 

2010-05-24 11:22:00

Italiani all'estero e PdL, Di Biagio e Fantetti a Manchester incontrano la comunità italiana

 

I due rappresentanti del parlamento, dopo aver partecipato a Londra al Galà della comunità parmigiana del Regno Unito, si sono recati a Manchester, dove hanno incontrato l'associazione Sicilia in Europa e la comunità italiana locale

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In occasione della visita a Manchester dell’On.le Aldo Di Biagio e del Sen. Raffaele Fantetti entrambi eletti nella circoscrizione estero nelle file del Pdl, Sicilia in Europa, l'associazione presieduta da Vincenzo Nicosia, ha organizzato un pranzo a cui hanno partecipato iscritti e simpatizzanti. 

REGNO UNITO Italiani all'estero e PdL: Fantetti, Picchi e Di Biagio a Londra e a Manchester

In un ambiente cordiale, i presenti hanno avuto modo di dibattere con i  due rappresentanti del parlamento su alcuni temi che interessano la comunita’ Italiana della circoscrizione consolare di Manchester.

Tra questi, un tema che sta molto a cuore a tutta la comunita’ e cioe’ quello di una possibile chiusura del Consolato Italiano di Manchester; da parte dei due parlamentari è stato assicurato che in base ai tagli di spese all’estero decisi dal governo, non è prevista la chiusura totale della struttura, e di sicuro ci sara’ comunque una rappresentanza Italiana mediante un’agenzia Consolare.

Altro argomento importante è stato quello che riguarda la Lingua e Cultura Italiana; dopo i tagli a questo capitolo che riguarda gli italiani nel mondo, ai due parlamentari è stato chiesto di farsi portavoce nei confronti del Governo affinchè si possano prendere i giusti provvedimenti per recuperare più risorse possibile.

Il Presidente Nicosia nel suo intervento ha ribadito che oggi più che mai l’associazionismo e’ un elemento importante per gli italiani all'estero e che quindi necessita di un rapporto piu’ forte di collaborazione con le istituzioni Italiane, perche’ oltre a dire quail sono i problemi delle comunita’ Italiane, in base all’esperienza acquisita sul territorio, si possono dare dei suggerimenti utili su come poter intervenire per risolverle.

All'incontro era presente anche il consigliere Cgie per la Gran Bretagna, il Cav. Alberto Bertali, che nel suo intervento ha evidenziato quanto sia importante che al piu’ presto si definisca la questione dei Comites e Cgie, con la speranza che al piu’ presto si possa ritornare a votare i nuovi consigli degli Italiani all’estero.

Il vice Presidente S.I.E., Cav. Baldassarre Parisi, ha sottolineato l’importanza che hanno questi incontri tra la comunita’ Italiana all’estero ed i loro rappresentanti: in queste occasioni si ha modo di dialogare direttamente con i propri rappresentanti in parlamento, eletti per rappresentare le esigenze di noi tutti.

L’on.le Di Biagio ed il Sen Fantetti hanno salutato i presenti con l’auspicio di un prossimo incontro a breve scadenza.

 

 

2010-05-25 13:02:00

Italiani all'estero: Di Biagio, Picchi, Fantetti al Galà dei Parmigiani a Londra

 

Parlamentari, soci e simpatizzanti del PdL locale hanno per la prima volta partecipato alle celebrazioni

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Grandissima, trentacinquesima festa a Londra sabato 22 maggio a pochissimi passi dalla Cattedrale di St Paul organizzata da parte della Associazione Parmigiani Valtaro, giunta addirittura al trentacinquesimo anno di attivita'. A rendere l'occasione ancora piu' speciale, la presenza del Console Generale d'Italia in Londra, Uberto Vanni d'Archirafi; e (grazie a un memorabile risultato di Vincenzo Zaccarini e del PdL della Gran Bretagna presente in gran spolvero) di ben tre altri ospiti di eccezione, Parlamentari italiani eletti all'estero nella Circoscrizione Europa: l'on. Aldo Di Biagio (PdL), responsabile per il Settore Italiani nel Mondo; il Sen. Raffaele Fantetti (PdL) e l'on. Guglielmo Picchi (PdL), entrambi residenti in Gran Bretagna.

Il momento piu' emozionante e' stato quando il Presidente dell'Associazione Parmigiani Valtaro, Piero Zanelli, e' passato a parlare a braccio in inglese dopo un lungo e formale discorso in italiano, esprimendo nella sua altra lingua madre tutto l'entusiasmo per una storia gia' lunga, fatta di "duro lavoro" e "sacrifici" ma ancora tutta da fare, con un deciso spirito filantropico per "fare la differenza".

Il Presidente Zanelli non ha mancato di ringraziare il Console e i Parlamentari per aver accettato l'invito. L'on. Di Biagio, al posto d'onore al tavolo principale, ha ufficialmente ricambiato il saluto sottolineando come sia importante mantenere i contatti a tutti i livelli fra l'Italia e in particolare il Governo, e le Associazioni di italiani all'estero. Poi insieme all'on. Picchi, al Sen. Fantetti e al resto del gruppo-PdL, ha approfittato per incontrare la prestigiosa comunita' italiana presente, stimata in circa cinquecento persone fra imprenditori, banchieri, commercianti, ricercatori.

L'intrattenimento e' stato fornito dai gruppi musicali "Genio e i Pierrots" e "Platinum ABBA".

 

 

2010-05-25 14:36:00

Italiani all'estero, Iniziativa degli eletti oltre confine a favore dell'editoria online

Il Sen. Raffaele Fantetti, eletto con il PdL dagli Italiani in Europa, in una lettera aperta al Sottosegretario Paolo Bonaiuti, chiede al Governo più attenzione nei confronti di chi fa informazione dedicata agli italiani all'estero attraverso il web. La lettera aperta, sottoscritta dal Sen. Basilio Giordano e dall'On. Aldo Di Biagio, è stata inviata anche a tutti i parlamentari eletti all'estero, chiedendo anche a loro di sottoscriverla.

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Egregio Sottosegretario Bonaiuti,

     ci permetta di fare riferimento al mancato recupero di cinque milioni di euro a favore dell'editoria italiana all'estero, per rivolgerci a Lei in qualità di parlamentari eletti oltre confine e proporLe qualcosa che forse potrebbe attutire - almeno in parte - il duro colpo sferrato all'informazione italiana nel mondo, la sola che assicuri un flusso continuo e costante di informazioni fra i nostri connazionali all'estero, l'Italia e viceversa.

Gli Italiani nel mondo non hanno, come in Italia, un'edicola ad ogni angolo della strada; non hanno le tantissime radio che ascoltiamo qui in Italia e non hanno le decine di canali di news italiane a disposizione; ma hanno internet. E proprio attraverso il web, che ormai è certamente il canale d'informazione preferito dagli Italiani all'estero, si informano riguardo la politica ad essi dedicata e mantengono i rapporti con la Madrepatria.

Informarsi su internet è comodo (si può leggere la propria testata online preferita direttamente sul pc di casa o addirittura, ormai, sul telefono cellulare, ovunque); è economico (la notizia che corre sul web è gratuita, non costa nulla a chi legge): è ecologico (internet non sporca, non ha bisogno di consumare tonnellate di carta per fare arrivare le news agli utenti, e quindi non contribuisce alla deforestizzazione del pianeta); è in tempo reale (l'informazione su internet è disponibile 24 ore su 24, 365 giorni all'anno, sempre); è multimediale. E questo ultimo aspetto, quello della multimedialità, è particolarmente interessante: con lo stesso strumento, il computer, e un accesso a internet, si riesce a consultare la propria testata online preferita (anche la maggior parte di quelle cartacee ormai è in rete), ma allo stesso tempo si può usare il pc come una televisione, e quindi vedere i video in streaming e, per esempio, guardare in ogni momento il proprio telegiornale preferito. Con un semplice clic.

Il Governo, costretto dalle congiunture economiche finanziarie, ha dovuto ridurre i contributi all'informazione su carta: con questa lettera Le chiediamo, illustre Sottosegretario Bonaiuti, di voler ora sensibilizzare l'Esecutivo a prevedere un sostegno concreto all'editoria online attiva sulle tematiche relative agli Italiani nel mondo.

Al riguardo, guardiamo con fiducia ai prossimi Stati Generali dell'Editoria ed, in particolare, alla regolamentazione che il Dipartimento da Lei presieduto ufficializzerà a breve circa i migliori criteri di identificazione/valutazione della meritorietà delle iniziative editoriali online.

Internet è fondamentale per gli Italiani all'estero, ma fino ad oggi questo strumento è stato di fatto totalmente trascurato, ignorato. Come rappresentanti degli Italiani nel mondo in Parlamento, invece, saremmo lieti di sostenere con forza una decisione del Governo che vada, appunto, verso la direzione di un contributo concreto a chi fa informazione in rete.

Con l'auspicio di un Suo pronto riscontro e grati per l'attenzione che potrà riservare alla tematica esposta, porgiamo

Distinti saluti.

Sen. Raffaele Fantetti

Sottoscrivono:
On. Aldo Di Biagio
Sen. Basilio Giordano

 

2010-05-29 12:14:00

Italiani all'estero, Delegazione PdL a Francoforte per sostenere il Governo Berlusconi

 

Presenti, fra gli altri, il Sen. Raffaele Fantetti e Massimo Romagnoli, consigliere Cgie e presidente MdL. 'I nostri italiani all'estero condividono ed apprezzano la manovra di politica economica del governo perchè si rendono conto della gravita' della situazione globale e sono seriamente e sinceramente convinti che spetti a tutti fare la loro parte'

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La delegazione PdL presente alla riunione continentale Europa del Consiglio Generale degli Italiani all'estero, ha partecipato oggi a Francoforte alla manifestazione di fronte al Consolato Generale.

Presenti, fra gli altri, il Sen. Raffaele Fantetti e Massimo Romagnoli, consigliere Cgie e presidente del Movimento della Libertà; e poi Carlo Erio, Bertali, Franco Santellocco, ed altri ancora.

La partecipazione della delegazione PdL alla manifestazione ha avuto lo scopo di sostenere le seguenti posizioni:

1. I nostri italiani all'estero condividono ed apprezzano la manovra di politica economica del governo perchè si rendono conto della gravita' della situazione globale e sono seriamente e sinceramente convinti che spetti a tutti fare la loro parte.

2. Noi auspichiamo che questa possa essere finalmente l'occasione per mettere mano agli sprechi ed alla inefficenza del sistema statale italiano ed in particolare a quelli della P.A.

3. Molti italiani nel mondo che si riconoscono nel programma politico del PdL guardano con favore, nell'ambito della ristrutturazione della rete diplomatico - consolare- commerciale, all'istituzione - ove necessario - di strutture piu' leggere quali ad esempio agenzie consolari, alla unificazione di alcune sedi di ambasciate ed alla creazione nel loro ambito di vere e proprie sezioni commerciali.

4. Circa la recente decisione delle autorità tedesche in merito all'impossibilità legale di consentire la sostituzione di strutture consolari, si ritiene opportuno di segnalare con forza alle competenti autorità governative l'interesse delle comunità che noi rappresentiamo a ricercare con gli amici tedeschi delle soluzioni praticabili e coerenti con le economie di bilancio che l'Europa chiede a tutti.

5. Le istituzioni rappresentative degli italiani all'estero dovrebbero tutte (Comites, Cgie, parlamentari della circoscrizione estero) fare meglio fronte comune per portare avanti nelle sedi competenti le istanze condivise, non limitandosi a reiterare annose rivendicazioni, ma dimostrando capacità propositiva di nuove progettualità in linea con il progresso e la realtà internazionale.  

 

 

2010-06-08 14:10:00

Italiani all'estero e 2 giugno, Picchi e Fantetti (PdL) a Londra per la Festa della Repubblica

 

Oltre 500 partecipanti si sono ritrovati per celebrare il 64° anniversario dalla nascita della Repubblica Italiana ospitati dal Console Generale di Londra Uberto Vanni d’Archirafi e dalla Console Paola Coliandro

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Si è svolta a Londra domenica 6 giugno presso l’Istituto di Cultura la Festa della Repubblica. Oltre 500 partecipanti si sono ritrovati per celebrare il 64° anniversario dalla nascita della Repubblica Italiana ospitati dal Console Generale di Londra Uberto Vanni d’Archirafi e dalla Console Paola Coliandro.

Alla festa hanno partecipato anche l’On. Guglielmo Picchi e il Sen. Raffaele Fantetti, entrambi residenti a Londra, che si sono ritrovati con la loro comunità e hanno anche consegnato le onorificenze di Cavaliere della Repubblica ad alcuni connazionali che si sono particolarmente distinti nel corso degli anni.

La Festa è stata accompagnata da un ricco buffet reso possibile anche da numerosi sponsor. Nel corso della Festa è avvenuto anche l’incontro tra l’On. Picchi e il Sen. Fantetti con le responsabili della Scuola Italiana di Londra che sarà aperta nel settembre 2010, senza alcun costo a carico del contribuente italiano e per la quale i due parlamentari si sono impegnati ad appoggiare, istituzionalmente e non, alcune serate di fund raising.

Per il Sen. Fantetti è stata la prima uscita pubblica in qualità di Senatore ad una Festa della Repubblica nel collegio di elezione, mentre per Picchi si è trattato del consueto appuntamento con la propria collettività che lo ha eletto e confermato suo rappresentate nel Parlamento Italiano. Picchi infatti è alla sua seconda legislatura.

 

2010-06-10 19:05:00

Italiani all'estero, Sindaco di San Severo ringrazia Fantetti: "Sicuro che saprà ben rappresentare le istanze degli italiani residenti nella circoscrizione Estero Europa"

 

Scrive il primo cittadino del Comune in provincia di Foggia: 'Rinnovo ancora i sentimenti di stima personali e dell’intera Amministrazione Comunale di San Severo'

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Il Sindaco di San Severo,
Gianfranco Savino, ha scritto nei giorni scorsi una lettera al Sen. Raffaele Fantetti, parlamentare eletto col PdL nella ripartizione estera Europa e originario proprio di San Severo, nella quale gli esprime "sentimenti di stima personali e dell’intera Amministrazione Comunale" per il suo impegno in Senato durante questi mesi.

"Caro Senatore - scrive il sindaco del Comune in provincia di Foggia - rinnovo ancora i sentimenti di stima personali e dell’intera Amministrazione Comunale di San Severo per l’impegno da Lei profuso in questi primi mesi di attività politica presso il Senato della Repubblica". "Dopo averLa incontrata a San Severo, durante i festeggiamenti in onore di Maria SS. del Soccorso, ai quali ha voluto essere presente, sono ancora più convinto - continua Savino - che saprà ben rappresentare le istanze degli italiani residenti nella circoscrizione Estero Europa, ed in particolare quelli della cospicua comunità pugliese e sanseverese che vive in Francia".

LA PRIMA LETTERA E' giusto ricordare che il sindaco Savino, appena appresa la notizia della elezione di Raffaele Fantetti al Senato della Repubblica, quale primo dei non eletti nella Circoscrizione Europa e delle sue chiare origini sanseveresi, ha voluto subito esprimere al neo Senatore le felicitazioni della Amministrazione Comunale e nel contempo invitarlo ufficialmente a San Severo. “Gentile Avvocato - scrive nella prima lettera a Fantetti il primo cittadino di San Severo -, abbiamo appena appreso che tra poche ore sarà nominato Senatore della Repubblica come primo dei non eletti della Circoscrizione Europa e che la Sua famiglia paterna - il cognome non tradisce e non lascia spazio ad alcuna diversa interpretazione! - è originaria di San Severo. Nell’esprimere il più vivo compiacimento e le migliori felicitazioni per l’avvenuta elezione, è volontà di questa Amministrazione Comunale contattarla direttamente, al fine di poterla ricevere ufficialmente nella nostra città". Invito che il Sen. Fantetti ha accettato con molto piacere, sentendosi onorato per la proposta del sindaco Savino.

DAL SITO WEB DI FANTETTI Sul suo sito web personale, Raffaele Fantetti fra le altre cose scrive: “Sono nato a Roma nel 1966, primo di due sorelle, da padre pugliese (docente universitario di Diritto del Lavoro a Firenze, scomparso per un tumore nel 1994) e madre lombarda (docente universitaria di Storia dei Popoli medio-orientali a Pavia). I miei nonni paterni avevano un’azienda agricola in San Severo (Foggia) della quale ho ereditato alcuni ulivi e una discreta dose di cultura bucolica meridionale”.   

 

2010-06-18 14:06:00

Italiani all'estero, Raffaele Fantetti in missione in Francia

 

Un viaggio di lavoro nel segno dell'amicizia e di quella spontaneità relazionale che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha saputo elevare al livello di sapiente politica estera.

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Raffaele Fantetti, senatore eletto col PdL dagli italiani residenti in Europa, questa settimana è stato in missione con il gruppo di amicizia dell'unione interparlamentare Italia-Francia. Della stessa delegazione hanno fatto parte anche altri parlamentari eletti all'estero nella ripartizione elettorale Europa, come gli onorevoli Guglielmo Picchi (PdL), Antonio Razzi (Idv) e Gianni Farina (Pd).

"E' stato un grande successo, sia all'Assemblea, la Camera dei Deputati francese, che al Senato", ha dichiarato Fantetti. "E' stata un'ottima occasione per conoscere i colleghi francesi e per discutere insieme su come avvicinare ulteriormente l'Italia e la Francia, due Paesi da sempre vicini non soltanto geograficamente".

Nella giornata di martedì, dopo gli incontri bilaterali che hanno sancito accordi e scambi culturali utili ad incrementare la conoscenza delle nostre eccellenze nel campo, anche nell'ambizioso panorama d'Oltralpe, i membri della delegazione hanno partecipato a un ricevimento nell'ambasciata italiana a Parigi, organizzato per l'occasione dall'Ambasciatore Giovanni Caracciolo di Vietri.

Nella mattinata di mercoledì Fantetti e gli altri eletti all'estero hanno avuto una riunione con il Console Generale, e hanno poi incontrato i rappresentanti del Comites di Parigi. La sera dello stesso giorno, Raffaele Fantetti ha voluto ritagliare un po' di tempo dal programma ufficiale per incontrare insieme a Picchi alcuni connazionali residenti in Francia, vicini al centrodestra e al Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi.

A Lione, il Sen. Fantetti ha avuto poi un incontro con il responsabile della missione cattolica, Padre Bordignon, e col signor Palmieri, responsabile dell'associazione delle rondini pugliesi a Bourg-en-Bress(foto).

Un viaggio di lavoro nel segno dell'amicizia e di quella spontaneità relazionale che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha saputo elevare al livello di sapiente politica estera.

 

2010-06-23 19:55:00

Italiani all'estero, Contemperare le libertà: l’esperienza in corso nel settore Italiani nel Mondo del PDL - di Raffaele Fantetti

 

'A Francoforte, in occasione della recente Assemblea Continentale del CGIE, l’On. Picchi era fautore della non presenza mentre l’On. Di Biagio aveva espresso preventivamente una solidarietà bipartisan contro la chiusura di alcuni consolati generali d’Italia in Germania. Entrambi invero sostenevano però un punto strategico del programma di governo del PDL, ovvero la riforma dell’Amministrazione dello Stato e la lotta agli sprechi: nello specifico, sostenevano l’istituzione delle Agenzie Consolari'

di Raffaele Fantetti*

 
Come spesso succede a noi che viviamo e viaggiamo all’estero, non si puo’ che rimanere stupiti di fronte al ricco panorama di critiche al Governo pubblicamente espresse,  alle reiterate accuse rivolte all’Italia circa presunte limitazioni della libertà di espressione e/o di azione. Tali accuse sono palesemente ridicole e per verificarne l’infondatezza basterebbe comprare  più di tre giornali quotidiani o sintonizzarsi su altrettanti canali televisivi o qualsivoglia radio: a patto, però, di conoscere un minimo di lingua e cultura italiana!

Fatte le dovute proporzioni, mi sembrerebbe - ahimé - di poter dire la stessa cosa per quanto riguarda il dibattito interno al nostro settore, quello degli Italiani nel Mondo del Popolo della Libertà.  Da mesi, chiunque sia dotato di email e di volontà di espressione - simpatizzante o meno - partecipa liberamente e universalmente alla discussione sulla nascita del PDL nella circoscrizione estero. Io credo sinceramente che questo sia un bene e che già di per se stesso dimostri l’affermarsi tra noi di un vero e proprio popolo delle libertà!

Certo, alcuni eccessi, alcune inesattezze (più o meno coscienti) ed alcune personalizzazioni sono sicuramente criticabili ma, come dicono gli anglosassoni, “e’ la democrazia, bellezza!”. E certamente trasparente e liberamente partecipato è il dibattito digitale all’interno del nostro mondo degli Italiani residenti all’estero di ispirazione di centro-destra.

Il settore Italiani nel Mondo, istituito nel marzo 2009 dal congresso fondativo del PDL cui partecipammo con circa cinquanta delegati degli italiani all’estero in rappresentanza di numerosissimi Paesi, e’ retto da cinque parlamentari. Il responsabile, onorevole Aldo di Biagio, è l’unico tra loro ad essere espresso (ed in quanto tale votato tramite suffragio diretto) dalla circoscrizione estero. Su sua richiesta, in base ad una stima reciproca ed in modo professionale ma gratuito, collaboro con lui da tempo e sono onorato di poter servire in tal modo sia il mio partito che gli Italiani all’estero.

Senza le risorse a disposizione di settori comparabili presenti in altri partiti (il budget 2010 proveniente dal finanziamento pubblico dei partiti al settore estero del PD, ad esempio, supera i 600.000 Euro, di fronte a quasi niente per noi! Soldi che il Pd estero gestisce direttamente, mentre il PdL nel Mondo non ha risorse economiche proprie su cui contare), si è riusciti ad identificare un percorso democratico di costituzione ex novo sul territorio estero del nuovo movimento politico detentore della maggioranza relativa dei consensi in Italia.

Si è elaborato, condiviso e pubblicato un Regolamento di Settore, approvato poi ufficialmente dalla Direzione Nazionale. In base a tale dispositivo - piuttosto moderno e comprensivo delle diverse realtà presenti sul territorio della Circoscrizione Estero - si è proceduto a delineare un percorso omogeneo di selezione dei diversi quadri dirigenti a livello nazionale mediante l’identificazione di “Coordinatori Pro Tempore”,
il cui mandato è vincolato all’organizzazione entro il 2010 di congressi nazionali ad hoc. Nel frattempo è stato lanciato un grande programma di tesseramento che, per la prima volta nella storia della Repubblica, vede coinvolti gli Italiani all’estero alla stessa stregua dei residenti nel Bel Paese.

Il sistema, si sa, è imperfetto, ma, in quanto democratico, come diceva Churchill, è il migliore di tutti quelli sperimentati finora dall’umanità!

Per quello che riguarda la ripartizione Europa, che conosco meglio e che da qualche mese ho anche l’onore di rappresentare nella Camera Alta, tale processo è in pieno progresso e le assise congressuali avranno luogo a partire dal prossimo autunno.

Essendo un terreno nuovo ed uno sforzo complesso da innumerevoli punti di vista (politico, culturale, sociale, comunicativo ma anche logistico ed economico), nessuno è magister per antonomasia e certamente non tutto fila sempre bene, come auspicabile. Ma altrettanto sicuramente va riconosciuto che gli attori impegnati costruttivamente in tale sforzo sono tutti encomiabili perchè agiscono spontaneamente, all’estero, per la promozione dei comuni ideali socio-politici che hanno portato il Popolo della Libertà al governo del Paese.

Solo in Europa, sono parte attiva di questo processo almeno una cinquantina di coordinatori e referenti pro tempore del movimento sul territorio impegnati, a vario titolo e livello, nella stessa impresa politica del nostro Presidente Berlusconi: unire sotto un unico grande tetto - liberale, moderato e progressista - tutte le forze alternative alla Sinistra.

A loro va tutta la solidarietà contro gli attacchi scriteriati che ricevono e la comprensione per qualche occasionale defaillance.

Non essendo catalogabile, anche perchè arrivato da poco ed in modo certamente non ortodosso, non vedo sinceramente un problema politico strategico all’interno del nostro settore. Sono presenti diverse anime, così come nel resto del PDL e del nostro elettorato (anche all’estero), ma tutte hanno eguale dignità, libertà di azione e di pensiero. D’altronde, in un partito di maggioranza relativa di un Paese di 60 milioni di abitanti (come Francia e Regno Unito) e che, per di più, aspira a rappresentarne il 50%, non sarebbe immaginabile diversamente.

Più in dettaglio e con riferimento a recenti e clamorosi fatti di cronaca, le diverse sensibilità e ragioni politiche possono sì portare i nostri rappresentanti parlamentari in Europa a rifiutare di partecipare ad un evento, gli uni, ed a sostenerlo, gli altri, ma se lo scopo ultimo è lo stesso non si tratta invero che di un problema di temporanea disinformazione.

A Francoforte, ad esempio, in occasione della recente Assemblea Continentale del CGIE, l’on. Picchi era fautore della non presenza mentre l’on. Di Biagio aveva espresso preventivamente una solidarietà bipartisan contro la chiusura di alcuni consolati generali d’Italia in Germania. Entrambi invero sostenevano però un punto strategico del programma di governo del PDL, ovvero la riforma dell’Amministrazione dello Stato e la lotta agli sprechi: nello specifico, sostenevano l’istituzione delle Agenzie Consolari. Picchi non riteneva di poterlo/doverlo fare in un ambito ritenuto egemonizzato dalle forze della Sinistra mentre Di Biagio aveva dato fiducia ad un’azione costruttiva di tipo bipartisan. Io stesso, a capo della delegazione del PDL, avevo ritenuto opportuno essere comunque presente per spiegare alle rappresentanze locali dei nostri connazionali come l’azione del Governo dovesse essere sostenuta anche di fronte alle difficolta’ tecniche frapposte da alcune autorita’ tedesche. “Tagliare gli sprechi della PA, non i servizi agli utenti e’ il criterio della nostra azione riformatrice”, avevamo sostenuto con un certo successo. Solo in un secondo momento, di fronte al montare di una protesta anti-governativa (organizzata e ben finanziata dalla Sinistra) avevamo ritenuto con i coordinatori p.t. rappresentanti del PDL in Germania, Francia, Regno Unito, l’on. Romagnoli ed altri illustri nostri referenti ivi presenti, di dissociarci da quel consesso e da quella deriva.

Il risultato, a parte un po’ di confusione mediatica su ruoli e posizioni, e’ che l’intensa attivita’ posta in essere da noi, dai Comites e dalla rete diplomatico-consolare in Germania ha appena prodotto una inversione ad U della decisione degli amici tedeschi ed il risultato politico da noi auspicato dell’istituzione di agenzie consolari a Saarbrucken e Norimberga (salvo altre!).

Paradossale quindi che di questo nostro indubbio successo non si parli (e magari passi per un successo della Sinistra che, invece, voleva solo che si confermasse l’iperbolica struttura consolare) mentre fiumi di inchiostro vengono masochisticamente versati per rimarcare presunte insanabili divergenze al nostro interno.

Altri esempi possono essere portati (e forse sarebbe veramente opportuno) ma soprassediamo in questa sede ed in questo momento.

Credo invece che siamo tutti chiamati a non prestare troppo ingenuamente il fianco alle critiche distruttive - anche internamente originate - perche’ ci distraggono dall’azione costruttiva e riformatrice cui siamo chiamati in virtu’ del mandato politico ricevuto. Ognuno faccia la sua parte. Liberi di criticare ma anche  determinati a portare avanti democraticamente il nostro programma.

Sen. Raffaele Fantetti*
*per il Settore Italiani nel Mondo Popolo della Libertà

 

2010-06-24 18:52:00

Italiani all'estero, Esenzione Ici e sostegno alla stampa negli emendamenti di Fantetti e Tancredi (PdL)

 

Tra i tantissimi emendamenti presentati al decreto, anche quelli del senatore del Pdl Raffaele Fantetti, eletto dagli italiani in Europa


Non si contano gli emendamenti presentati al ddl di conversione in legge del decreto 78/2010, quello cioè che contiene la manovra finanziaria varata dal Governo per contenere ancora di più la spesa dello Stato, all’esame della Commissione Bilancio del Senato.

Una manovra che prevede riduzioni nelle dotazioni di tutti i Ministeri.
 
La Farnesina, in particolare, subirà un taglio di 43.926 milioni di euro per il 2011, la gran parte dei quali si riverseranno sulla missione "L’Italia in Europa e nel Mondo".

Nel 2012 e nel 2013 i tagli saranno rispettivamente di 42.076 e 41.206 milioni di euro.

Tra i tantissimi emendamenti presentati al decreto, anche quelli del senatore del Pdl Raffaele Fantetti volti, l’uno, ad estendere l’esenzione dell’Ici alle abitazioni dei connazionali all’estero e l’altro a sostegno della stampa italiana all’estero, argomento, quest’ultimo, su cui è stato presentato un altro emendamento – pressoché identico a quello di Fantetti – anche dai senatori del Pdl Tancredi, Latronico e Pichetto Fratin.

Sull’Ici, Fantetti propone di aggiungere l’articolo 38 bis al decreto "Imposta comunale sugli immobili per i soggetti non residenti" che reciterebbe:

"1. All'articolo 1, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, al secondo comma, dopo le parole: 'considerata tale ai sensi del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e successive modificazioni' sono inserite le seguenti: "nonché quella, non locata, dei cittadini italiani iscritti all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero – AIRE"".

Sulla stampa italiana all’estero, l’emendamento di Fantetti recita:

"dopo l'articolo 44 aggiungere il seguente:
"Art. 44-bis. (Sostegno alla stampa italiana all'estero)
1. All'articolo 10-sexies, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con modificazioni nella legge 26 febbraio 2010, n. 25, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a) le parole: "limitatamente alle minoranze linguistiche" sono soppresse e dopo le parole: "legge 23 dicembre 200, n. 338," aggiungere le seguenti: "all'articolo 26 della legge 5 agosto 1981, n. 416 e successive modificazioni,";
b) alla lettera d) le parole: "dall'articolo 3, comma 2-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, limitatamente ai quotidiani italiani editi e diffusi all'estero, dall'articolo 26 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, nonché" sono soppresse".
Questo, invece, l’emendamento Tancredi, Latronico, Pichetto Fratin:
"dopo l'articolo 44 aggiungere il seguente:
"Art. 44-bis. (Sostegno alla stampa italiana all'estero)
1. All'articolo 10-sexies, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con modificazioni nella legge 26 febbraio 2010, n. 25, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) alla lettera a) le parole: "limitatamente alle minoranze linguistiche" sono soppresse e dopo le parole: "legge 23 dicembre 200, n. 338," aggiungere le seguenti: "all'articolo 26 della legge 5 agosto 1981, n. 416 e successive modificazioni,";

b) alla lettera d) le parole: "dall'articolo 3, comma 2-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, limitatamente ai quotidiani italiani editi e diffusi all'estero, dall'articolo 26 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, nonché" sono soppresse".

Conseguentemente, alla copertura degli oneri, si provvede, per l'anno 2010, mediante corrispondente riduzione del fondo di riserva per le spese impreviste, per gli anni 2011 e 2012, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, come integrato dall'articolo 55, comma 6, del presente decreto-legge e, a decorrere dal 2013, mediante corrispondente riduzione nelle proiezioni a decorrere dall'anno 2012 dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2010-2012 nell'ambito del programma "fondi di riserva e speciali" della missione "fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2010 allo scopo utilizzando, fino a concorrenza degli oneri, gli stanziamenti di tutte le rubriche.

Sono corrispondentemente ridotti, fino all'importo massimo del 2%, tutti gli stanziamenti di parte corrente della tabella C allegata alla legge n. 191 del 2009 con esclusione degli stanziamenti destinati alla ricerca, all'istruzione e alla sicurezza pubblica.

Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio".
(aise)

 

2010-07-01 14:10:00

Italiani all'estero, Picchi e Fantetti incontrano dirigenti e militanti PdL a Monaco di Baviera

 

Fra le altre cose, si parlerà delle politiche per gli italiani all'estero del governo

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Come ogni anno dal 2006, venerdì 2 luglio si svolgera' l'incontro estivo dei dirigenti e militanti del Popolo della Liberta' di Monaco di Baviera.

All'incontro come di consueto partecipera' l'On. Guglielmo Picchi, deputato PdL eletto nella ripartizione estera Europa e alla sua seconda legislatura, e per la prima volta il  senatore Raffaele Fantetti, anche lui eletto con il PdL dagli italiani residenti in Europa.

I temi dell'incontro verteranno sulle implicazioni della crisi globale e dell'eurozona, sulle politiche per gli italiani all'estero del governo, sull'organizzazione del partito a livello locale e centrale, sullo stato della collettivita' italiana in Baviera e sui rapporti bilaterali con la CSU bavarese.

 

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